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lunedì 17 dicembre 2018

Politica sabato 21 luglio 2018 ore 16:05

Pd Toscana, congresso a ottobre

Il Pd della Toscana andrà all’elezione del nuovo segretario regionale entro il prossimo ottobre. Lo ha deciso l’assemblea regionale del partito



FIRENZE — Il Pd Toscana, attualmente governato da cinque reggenti, andrà a congresso per eleggere il nuovo segretario nel prossimo ottobre. Con la convocazione del congresso da parte dell'assemblea regionale sono automaticamente decaduti tutti gli organismi dirigenti.

La prossima settimana la direzione regionale approvera’ il regolamento e gli undici componenti della commissione per il congresso.

“Il partito toscano ha bisogno di una guida legittimata da un congresso vero - ha detto Marco Recati, portavoce della reggenza del Pd toscano che con oggi conclude il suo mandato - Le sconfitte degli ultimi mesi sono state nette e un rilancio forte richiede una discussione approfondita. Un nuovo segretario e una nuova assemblea avranno il compito di rendere ancora competitivo il partito sul nostro territorio. C’è molto da fare per recuperare quell’elettorato che non ha più creduto in noi e ha riposto le proprie aspettative su partiti completamente diversi. E’ ancora un momento di ‘luna di miele’ per i partiti di governo, ma quando sarà palese il grande inganno, finirà il tempo della distrazione di massa e gli elettori chiederanno il conto sui problemi veri, noi dobbiamo farci trovare pronti. Dobbiamo trasformare il malcontento delle persone non in odio e discriminazione, ma in proposta politica, scrollandoci di dosso con i fatti quell’immagine di partito elitario che ci hanno costruito addosso. In Toscana anche l’azione di governo regionale sarà determinante per dimostrare che siamo un partito riformista all’altezza dei problemi”.

Nell’ambito dell’assemblea di oggi è stato presentato anche un documento di 22 pagine che si pone come base comune per coloro che si candideranno al congresso e per aprire un confronto programmatico con partiti, associazioni e forze sociali, verso le prossime elezioni regionali, tenendo conto anche del percorso “Un patto per il governo della Toscana” del gruppo dei consiglieri regionali.

Il gruppo di lavoro è stato coordinato da Riccardo Nocentini e ne hanno fatto parte Adalgisa Mazza, Alessandra Nardini, Alessandro Petretto, Caterina Biti, Claudio Martini, Cristina Giachi, Edoardo Fanucci, Enrico Sostegni, Eva Rana, Francesca Basanieri, Leonardo Marras, Lorenzo Becattini, Marco Capaccioli, Marco Donati, Marco Recati, Matteo Biffoni, Valerio Fabiani, Vittorio Bugli, Vannino Chiti.

La prima parte del documento è dedicata al contesto economico. Anche la Toscana è stata messa a dura prova dalla grande recessione degli ultimi dieci anni, con la discesa più importante del Pil nel 2009, per poi riprendersi a partire dal 2015. Per migliorare lo scenario, si spiega nel documento, è necessario puntare su export e politiche pubbliche di sostegno per le nuove tecnologie, le stesse che hanno permesso ad alcune eccellenze imprenditoriali di contenere la caduta del valore aggiunto negli anni della crisi.

Il documento contiene anche una valutazione dei dati elettorali delle recenti elezioni politiche e amministrative, constatando come in Toscana abbiano fatto presa i temi elettorali della destra di Salvini, con una esplosione superiore che nel resto d’Italia, e come i ballottaggi dimostrino che contro la coalizione del PD si siano aggregati tutti gli oppositori, compresi quelli che si riconoscono nei valori della sinistra, indirizzando i loro voti sui candidati alternativi, anche se di centrodestra.

“Le elezioni ci dimostrano che, oggi, diversamente rispetto al passato, aver ben governato non basta”, si legge nel documento, anzi “esiste una scissione tra i buoni dati economici della Toscana e i cattivi dati elettorali”.

Il restringimento del consenso del Partito Democratico, secondo il documento, passa anche dalla mancanza di un progetto di partito. “Da questa consapevolezza si riparte iniziando a definire il modello di governo toscano per i prossimi anni, ad elaborare una nuova forma partito ed una nuova strategia inclusiva di alleanze, a declinare quelle politiche sociali che possono far tornare i partiti di centrosinistra a svolgere la loro funzione” in primis nella lotta alle diseguaglianze di reddito, conoscenza, salute.

E ancora, “l’eccessiva identificazione tra PD e ruoli di governo e la crescente subalternità del PD alle sue rappresentanze istituzionali hanno finito per mortificare il ruolo autonomo del Partito, nella società, nei territori, nella stessa elaborazione teorica della linea e della strategia politica”.

Autocritica sì, ma anche consapevolezza del proprio ruolo e potenzialità: “Il Pd c’è, non è finito. Ha il suo elettorato di riferimento forte nelle grandi città, tra le persone aperte ai nuovi diritti e all’Europa, ma a questo elettorato si deve aggiungere un elettorato popolare attraverso proposte di giustizia sociale. Non dobbiamo trasformare la loro disperazione in rabbia, come hanno fatto Lega e M5S, ma la dobbiamo tradurre in partecipazione, in comunità, in proposta”.

Da un punto di vista più strettamente politico l’obiettivo è valorizzare le differenze interne, ricostruire un campo largo e plurale di centrosinistra e un’apertura reale agli attori sociali esterni.

In vista del 2020, il documento del Pd toscano elenca alcuni esempi di provvedimenti concreti in vari ambiti. In tema di politiche giovanili e istruzione: borse di studio universitarie a tutti gli studenti idonei; politiche contro l’abbandono scolastico; rilancio del progetto “Giovani sì” e attivazione di una legge di iniziativa popolare per renderlo una misura nazionale. In tema di servizi: istituire una unica ATO regionale per settore idrico e rifiuti. Per le imprese: individuare mezzi alternativi di finanziamento per superare la dipendenza dal sistema bancario; un piano per aumentare le competenze digitali degli imprenditori. In tema di sanità: abbattere le liste d’attesa.



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