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Attualità giovedì 02 febbraio 2017 ore 18:30

Piano lupi rinviato, e le pecore?

La Conferenza Stato-Regioni ha rinviato lil via libera al piano del ministro Galletti. WWf esulta, Coldiretti rilancia l'allarme per gli allevamenti



ROMA — La decisione della Conferenza Stato Regioni di rinviare la discussione sul piano per la conservazione e la gestione del lupo in Italia a è stata adottata all'unanimità. E il ministro all'ambiente Gian Luca Galletti non ha nascosto la sua contrarietà.

"O non si è letto il testo o si è in malafede - ha commentato Galletti ai microfoni di Radio 24 - Oggi ci sono in Italia più di 1.500 lupi, ogni anno i bracconieri ne uccidono 250-300. Secondo voi la caccia al lupo è già aperta oppure la apro io? Se non interveniamo sui terriroti, i bracconieri continueranno ad ammazzarli".

Nel piano Galletti è previsto un nucleo anti-bracconaggio formato anche dai carabinieri forestali e dalle polizie provinciali, cani anti-bocconi avvelenati e altre azioni di prevenzione per gli allevatori.

"Una volta che siano state messe in atto tutte le prescrizioni, come le recinzioni e altri accorgimenti previsti fra cui gli indennizzi - ha proseguito Galletti - alla fine la Regione può chiedere al ministero di intervenire per prelevare capi in misura limitatissima e solo dopo aver acquisito il parere dell'Ispra sul singolo caso. E' difficilissimo quindi arrivarci. E comunque la gestione del lupo tocca alle Regioni, io sto dando solo l''inquadramento legislativo. Se vogliamo nasconderci dietro un dito e farsi fotografare con il lupetto in mano di faccia pure. Ho incontrato aziende e agricoltori che hanno dovuto chiudere per la pressione dei lupi".

Di tutt'altro avvso il Wwf, assolutamente contrario al piano di galletti.

“Il rinvio del piano deciso dalla Conferenza Stato-Regioni, come richiesto dal WWF Italia e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network nelle azioni promosse dall’associazione, è un primo importante segnale - ha dichiarato il presidente di Wwf Italia Donatella Bianchi - Questo rinvio rappresenta una autentica polizza assicurativa sulla vita del lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il Piano ritorna adesso in discussione in sede tecnica ma il confronto con tutte le parti interessate dovrà partire da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche".

Coldiretti invece difende a spada tratta il piano lupi del governo.

"La redazione del piano ha coinvolto oltre settanta esperti dell’argomento, l’Istituto per la Protezione Ambientale e i maggiori portatori d’interessi - si legge in una nota di Coldiretti Toscana - Il piano, che prevede 22 azioni di conservazione della specie, affronta anche il tema nodale della risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività dell’uomo, nel pieno rispetto della normativa comunitaria e di quella nazionale. Coldiretti Toscana continua a sostenere il Piano Lupo e ci auguriamo che presto torni in sede di Conferenza Stato Regioni  per l’approvazione definitiva, perché è uno strumento utile a diminuire i danni agli allevamenti e prevenire i rischi dovuti alla presenza non più sostenibile di questo predatore contrastando al tempo stesso il bracconaggio. Intanto è necessario attivare azioni incisive per contenere ibridi e randagi ed assicurare risorse adeguate per i risarcimenti”.



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