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domenica 15 dicembre 2019

Attualità mercoledì 25 gennaio 2017 ore 10:31

Primo ok all'abbattimento selettivo dei lupi

Il via libera, con riserva, arriva dalla Conferenza Stato-Regioni. Gli ambientalisti protestano per quello che definiscono un via libera alla caccia



ROMA — I lupi sono tornati a popolare le nostre montagne, finendo per colpire greggi e mandrie. Per rispondere alle proteste degli allevatori, la Conferenza Stato-Regioni ha dato un primo via libera a un piano che prevede fra l'altro un abbattimento controllato fino al 5 per cento degli esemplari presenti sul territorio nazionale. 

Le associazioni animaliste sono subito insorte, dicendo che si tratta di una misura inutile e dannosa.

Il "Piano per la conservazione del lupo" è stato approvato dai tecnici della Conferenza Stato-Regioni. L'approvazione definitiva ci sarà il 2 febbraio.

Il documento prevede 22 misure per favorire la convivenza fra lupi ed attività agricole, tra queste ci sono i recinti elettrificati a procedure più rapide per i rimborsi agli allevatori e la lotta agli incroci tra cani e lupi. Ma la misura più controversa è l'ultima: prevede che, come estrema possibilità, e in presenza di un piano regionale approvato dal Ministero dell'Ambiente, si possa abbattere un numero di animali fino al 5 per cento della popolazione complessiva in Italia.

Il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, difende il provvedimento. "Il problema del lupo è ormai evidente. In certe zone la sua presenza è diventata un rischio per le attività agricole, ci sono attività che chiudono per la presenza di questi animali. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, per affrontare la questione in modo scientifico". Per Galletti, l'abbattimento di un massimo del 5 per cento degli esemplari "non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio".

Coldiretti parla di "primo passo importante per affrontare una emergenza senza precedenti". 

Gli animalisti però non ci stanno. "Per i lupi - spiegano Enpa, Lac, Lav, Lipu e Lndc, che si appellano direttamente al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - non sono possibili abbattimenti realmente selettivi", "i comportamenti predatori potrebbero aggravarsi" come anche "le tensioni sociali, con la richiesta di nuovi e continui abbattimenti e una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di giustizia privata".



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