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Lavoro mercoledì 12 novembre 2014 ore 10:55

"Province addio ma i lavoratori che fine fanno?"

Servizio di Francesco Sangermano

La mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil del settore pubblico: "In Toscana tagli per 130 milioni, a rischio scuole, strade e controllo del suolo"



FIRENZE — Nel mirino c'è la bozza della Legge di stabilità. Lì, a seguito della decisione di cancellare le Province, è previsto un taglio di risorse pari a un miliardo di euro. Tradotto, per la Toscana, sono 96 milioni in meno che vanno a sommarsi ai 36 già decisi pochi mesi fa.

Numeri di fronte ai quali le categorie del settore pubblico di Cgil, Cisl e Uil lanciano un grido di allarme. "Nessuno - è la loro denuncia - ha definito con esattezza che fine faranno i lavoratori delle Province, 4500 nella nostra regione, e come potranno, senza risorse, continuare a garantire ai cittadini i servizi finora svolti".

Altro punto ancora irrisolto è quello relativo a chi dovrà svolgere i compiti finora assegnati alle Province. Su questo aspetto i sindacati focalizzano l'attenzione su tre esempi: "La sicurezza nelle scuole, la manutenzione delle strade provinciali e il controllo sull’ambiente e l’assetto idrogeologico".

Secondo i dati forniti dai rappresentanti del sindacato, si tratta di circa 450-500 scuole e di quasi 10mila chilometri di strade sui quali la manutenzione potrebbe venire meno.

A fronte di tutto questo, Cgil, Cisl e Uil del settore pubblico hanno così proclamato lo stato di agitazione regionale e organizzato per oggi una giornata di mobilitazione con presidi e manifestazioni in tutte le 10 Province toscane. "Vogliamo sapere quale sarà il futuro delle persone che ci lavorano - spiegano - e informare i cittadini (l'hashtag della protesta su Twitter è #Pubblico6tu), affinché sappiano di chi sono le responsabilità se la strada provinciale che percorrono è piena di buche o se nella classe dei loro figli cadono calcinacci dal tetto".



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