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lunedì 26 agosto 2019

Attualità lunedì 19 gennaio 2015 ore 18:49

Riduzione Asl, la minoranza va all'attacco

Mugnai (Fi): "Legge piegata a logiche elettorali". Sgherri (Rc): "Addio anomalia Toscana". Ma il presidente di commissione Remaschi (Pd) la difende



FIRENZE — Un percorso in due tappe: prima la legge da approvare in autunno, quindi all'inizio del 2016 il taglio vero e proprio delle Asl che passeranno da 12 a 3.

Il percorso di riforma della governance sanitaria è stato illustrato oggi dall'assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni alla commissione sanità del Consiglio regionale, scatenando reazioni opposte da parte delle forze di maggioranza e opposizione.

Se infatti il presidente della commissione Marco Remaschi (Pd) ha difeso quello che ha definio un "percorso difficile e quanto mai virtuoso" sottolineando che seppur a fine legislatura "non possiamo sottrarci a tale compito", il vicepresidente Stefano Mugnai (Fi) ha parlato di "legge a babbo morto" aggiungendo che "fa un po' specie piegare tutto a logiche elettorali" spiegando di essere "d'accordo con l'obiettivo di fusione delle Asl, ma non con il percorso previsto". 

E se per Marco Carraresi (Udc) "la riorganizzazione va fatta ma va fatta bene, secondo Giovanni Donzelli (capogruppo Fdi) "sono anni che chiediamo la riduzione degli sprechi, ma l'impressione che abbiamo è che la Regione faccia di tutto per sforbiciare soltanto le cose 'indolori', omettendo casualmente di cambiare radicalmente il sistema di nomine politiche dei primari nella sanità pubblica".

Monica Sgherri (capogruppo Rc-Ci), ha infine chiesto a quanto ammonti il risparmio di tutta l'operazione sottolineando come "in nome di n forte accentramento venga ormai meno la positiva anomalia toscana che finora aveva caratterizzato la sanità".

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