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domenica 20 ottobre 2019

Politica sabato 15 aprile 2017 ore 10:50

Primarie a Rignano? Lorenzini dice no

Il sindaco del paese natale di Matteo Renzi, dopo lo strappo con il Pd, dice no alle primarie proposte dal partito: "Piuttosto i Dem appoggino me"



RIGNANO SULL'ARNO — Il sindaco Daniele Lorenzini sbatte di nuovo la porta in faccia al Pd. E nel Pd di Rignano a questo punto la confusione regna sovrana.

Dopo la rottura del primo cittadino con il partito e la decisione di candidarsi con una propria lista alle prossime amministrative per un secondo mandato, il Pd aveva annunciato l'imminente presentazione di un altro candidato sindaco, con un nome più accreditato di altri, Giampaolo Maremmi, 73 anni, già sindaco di RIgnano dal 1975 al 1980.

Due giorni dopo, il dietrofront: tramontata a tempo di record la candidatura di Maremmi, il segretario metropolitano del Pd Fabio Incatasciato ha lanciato la proposta di  trovare un candidato sindaco unitario per tutto il centrosinistra attraverso primarie aperte da tenersi il 30 aprile, lo stesso giorno delle primarie nazionali per il segretario. Invitando anche Daniele Lorenzini a partecipare. E rivecendo a strettissimo giro di posta un netto rifiuto.

"Primarie? Non scherziamo - ha dichiarato il sindaco al quotidiano La Nazione - L'assemblea del Pd di Rignano mi aveva già confermato la fiducia a febbraio. Per acclamazione. A questo punto il Pd appoggi me".

La crisi quindi resta aperta con un problema centrale per il Partito Democratico: trovare un candidato sindaco credibile e in grado di sconfiggere Lorenzini. I contatti fervono. Anche per scongiurare pericolosi accordi fra Lorenzini e le forze di sinistra del paese che stanno da tempo lavorando per presentare alle amministrative un proprio candidato.

I rapporti fra il primo cittadino e il Pd avevano cominciato a incrinarsi due settimane dopo l'assemblea di febbraio in questione, dopo che il sindaco era stato interrogato in merito a una fuga di notizie dai titolari dell'inchiesta sugli appalti Consip in cui Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, è indagato per traffico di influenze illecite. Il sindaco era infatti presente a una cena durante la quale, nell'ottobre scorso, il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia avrebbe avvisato Tiziano Renzi della necessità di "non frequentare" certe persone, nella fattispecie il faccendiere Carlo Russo. Agli inquirenti il primo cittadino ha confermato di aver sentito quella frase ma non il nome di Carlo Russo. (Anche Saltalacchia e Russo sono indagati nella stessa inchiesta, il primo per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento e il secondo per traffico di influenze illecite).

Nelle settimane successive, dopo qualche tentativo di mediazione, si è consumata la rottura definitiva fra il sindaco e il Pd fino all'addio di martedí scorso. E due giorni dopo il primo cittadino ha annunciato la propria ricandidatura con il sostegno della lista civica Insieme per Rignano Daniele Lorenzini sindaco.



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