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martedì 23 luglio 2019

Arte mercoledì 15 ottobre 2014 ore 10:56

Ritratti di paesi, mari e città a Palazzo Pitti

Servizio di Serena Margheri

La fedele rappresentazione della realtà nelle mappe, carte geografiche e dipinti è il filo conduttore della mostra alla Galleria Palatina



FIRENZE — Con l'intento di valorizzare i propri depositi la Galleria Palatina di Palazzo Pitti crea un percorso espositivo dal titolo "Ritratti di paesi, mari e città", che si sviluppa a partire dalla trascrizione pittorica dei vari episodi della battaglia di Scannagallo da parte del fiammingo Jan van der Straet detto Giovanni Stradano, pagina storica sulla  trionfale affermazione medicea. Saranno esposte in questa sezione dedicata alla topografia della guerra, anche due straordinarie Battaglie di Willelm van de Velde il vecchio.
Ma l’uso della prospettiva, unita alla rappresentazione fedele degli elementi vegetali del paesaggio, possono avere anche scopi diversi: ad esempio nella tavola attribuita a Biagio d’Antonio - che inaugura la sezione dedicata alla devozione per i luoghi - raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, la resa fedele del paesaggio è funzionale a sostenere il devoto durante un ideale pellegrinaggio verso la Verna.
Poco più di un secolo dopo, nella Firenze medicea, la città monumentale è protagonista nelle immagini che con la precisione di una cronaca ricordano il popolo fiorentino impegnato a ottenere l’intervento divino a sostegno della dinastia granducale.
La veduta topografica e la cartografia moderna, nata nel secolo XV, sono qui invece evocate da una tombola seicentesca approntata dall’erudito Casimire Freschot per istruire giocosamente in geografia e nella lettura delle mappe i giovani patrizi veneziani.

Il percorso va poi a toccare il tema della veduta tout court che prese ad affermarsi nel XVII secolo. In questo periodo nascono immagini come le miniature del Cruyl che riproducono tutte le caratteristiche delle vie e delle piazze della città eterna. È in questo contesto che si diffondono le vedute panoramiche, rese precise dall’uso della camera ottica, di cui sono testimonianza quelle esposte nella mostra realizzate dal Vanvitelli.

Poi le due vedute di Jacob Schlachter con le feste di caccia della corte di Mannheim mentre quella del Gherardini ritrae il Palio dell’antenna nel porto mediceo di Livorno. Le più recenti vedute esposte alla vigilia sono le telette con i più celebri luoghi napoletani dipinte per essere viste in controluce e per essere montate sulle finestre delle stanze private della granduchessa Maria Antonia di Borbone, all’indomani del suo arrivo a Firenze da Napoli.



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