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martedì 26 marzo 2019

Attualità venerdì 15 marzo 2019 ore 16:43

"Chiarezza sulle opere da portare avanti"

Sblocca cantieri, Rossi insieme ad altri esponenti di regioni, province e comuni ha incontrato il premier Conte, Di Maio e Toninelli



ROMA — Giornata sullo "Sblocca Cantieri" stamani a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio dei Ministri Conte, il vice Di Maio e il ministro alle infrastrutture Toninelli hanno incontrato Regioni, Province e Comuni: a seguire associazioni di categoria e sindacati. Ma la Toscana, insieme a tutte le Regioni che aspettano strade, ferrovie, porti e interporti, chiede non solo una discussione tecnica ma un confronto politico sulle opere da programmare, che sono molte altre oltre la Tav.

"Il decreto è necessario – commenta all'uscita da Palazzo Chigi il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Lo Leggeremo e capiremo se veramente riuscirà a raggiungere gli obiettivi di semplificazione, accelerazione e snellimento che si prefigge" Una bozza di testo già c'è, la prossima settimana potrebbe arrivare nell'agenda del Consiglio dei ministri, un mese forse per chiudere. "Rimane però – prosegue Rossi – la necessità di fare chiarezza sulle opere su cui si vuole andare avanti. Ci vuole chiarezza politica se farle o non farle, che è poi il miglior modo per accelerarle". Si tratta di un nodo da sciogliere velocemente per il presidente della Toscana e un passo necessario anche per allineare i programmi di Regioni e enti locali con quelli del Governo. "Saranno necessari incontri con il Governo Regione per Regione" dice. "Da noi in Toscana - spiega – ci sono tante opere ferme: opere che dipendono da interventi misti, da interventi dello Stato o di di agenzie dello Stato che hanno concessioni". "E il clima di incertezza che si è creato non aiuta ad aprire i cantieri – rimarca Rossi - E' un problema sia di norme che di politica".

Nel corso della riunione sono stati chieste, da parte dei Comuni, semplificazioni nelle progettazioni per la manutenzioni ordinarie e per le piccole opere: per superare ad esempio la necessità oggi di avere un progetto esecutivo e non solo definitivo. Sono stati chiesti interventi normativi sui contenziosi, ricevendo dal Governo rassicurazioni. Si è parlato della cosiddetta ‘short list' nel caso di fallimento dei primi aggiudicatari di una gara e di proposte per sbloccare l'edilizia sanitaria. Ma è il confronto politico che rimane essenziale per le Regioni.

"Serve una revisione normativa per accelerare e risolvere problemi aperti, anche sul
contenzioso amministrativo che fiacca l'iniziativa delle pubbliche amministrazioni – dice il presidente della Toscana – ma è fondamentale che ci sia accordo politico sul fatto di realizzare le opere pubbliche. Se si alimentano polemiche e dubbi, ci si ferma". E le opere pubbliche invece, ricorda, sono un volano importante per lo sviluppo economico, in un'Italia dove gli investimenti oggi sono troppo pochi. Vi sono opere in tutta la penisola in attesa di essere finanziate, altre con progetti pronti ma risorse ferme e poca convinzione a farle partire, si lamenta la Conferenza delle Regioni.

La Toscana, da parte sua e per quanto poteva si è mossa. A dicembre 2018 ha previsto nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. Nei giorni scorsi la giunta ha dato il via libera anche ad una proposta di legge che riforma in parte le procedure sugli appalti. Ma i veri nodi li deve sciogliere il Governo.



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