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domenica 16 giugno 2019

Cronaca venerdì 03 marzo 2017 ore 19:26

"Mai preso soldi, hanno abusato del mio cognome"

Tiziano Renzi ha risposto alle domande dei pm a Roma. E' indagato per traffico di influenze illecite negli appalti Consip: "Mai avuto alcun ruolo"



ROMA — Tiziano Renzi è arrivato nella sede della procura di Roma alle 15 accompagnato dal suo avvocato, Federico Bagattini, per incontrare i sostituti procuratori Paolo Ielo e Celeste Carrano. Poi, poco prima delle 20, se ne è andato senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Al centro dell'inchiesta a cui stanno lavorando le procure di Roma e Napoli c'è un appalto da due miliardi e settecento milioni di euro bandito in più tranche dalla Consip, la centrale acquisti del ministero dell'economia.

Le indagini hanno portato in carcere, due giorni fa, l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo che, secondo l'accusa, avrebbe sfruttato alcune relazioni e conoscenze nei livelli istituzionali più alti dello Stato per aggiudicarsi alcuni lotti del mega-appalto Consip. Fra queste ci sarebbero Tiziano Renzi e un suo amico imprenditore, Carlo Russo, entrambi indagati per traffico di influenze illecite.

E' stato il legale di Renzi a raccontare ai giornalisti che cosa è successo in procura. "E' un caso evidente di abuso di cognome - ha spiegato l'avvocato Bagattini - Il mio assistito ha precisato di non aver avuto alcun ruolo in questa vicenda, ha negato di aver conosciuto Alfredo Romeo, di averlo mai incontrato in ristoranti o bettole e di essere mai stato in Consip". Nel corso dell'interrogatorio Il padre dell'ex presidente del Consiglio ha escluso anche di conoscere Denis Verdini.

Tiziano Renzi ha confermato di essere legato all'imprenditore farmaceutico Carlo Russo, anche da frequentazioni di carattere religioso (pellegrinaggi a Medjugorje, ndr). 

"Sono invece da valutare dal punto di vista della loro complessiva verosimiglianza" le dichiarazioni rilasciate ai pm dall'amministratore delegato di Consip Luigi Marroni in merito alle presunte pressioni ricevute da Tiziano Renzi per accontentare le richieste dell'imprenditore Carlo Russo per conto di Alfredo Romeo (vedi articoli collegati). Il padre dell'ex premier avrebbe dichiarato ai magistrati di aver incontrato Marroni solo per caldeggiare la collocazione all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze di una statua della Madonna di Medjugorje. 

"Tiziano Renzi ha risposto a tutte le domande - ha puntualizzato l'avvocato Bagattini - Non ci sono state contestazioni diverse da quelle che già conoscevamo. Il mio assistito è stanco, provato, questa vicenda non ha uno spettro esclusivamente giudiziario".

"Al centro dell'inchiesta a cui stanno lavorando le procure di Roma e Napoli c'è un appalto da due miliardi e settecento milioni di euro bandito in più tranche dalla Consip, la centrale acquisti del ministero dell'economia.

Le indagini hanno portato in carcere, due giorni fa, l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo che, secondo l'accusa, avrebbe sfruttato alcune relazioni e conoscenze nei livelli istituzionali più alti dello Stato per aggiudicarsi alcuni lotti del mega-appalto Consip.

Tiziano Renzi e Carlo Russo sono accusati di aver cercato di influenzare l'esito di alcune gare a favore delle società di Alfredo Romeo facendo pressioni sull'amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, ex assessore alla salute della Regione Toscana nominato dal governo di Matteo Renzi. Sarebbe stato lo stesso Marroni a parlare agli inquirenti di incontri riservati con il padre dell'ex premier e con Carlo Russo e delle loro richieste che però Marroni avrebbe disatteso (vedi gli articoli collegati).

Tiziano Renzi si è sempre proclamato estraneo alla vicenda. 

Carlo Russo è stato interrogato oggi a Firenze dai pm e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

E Matteo Renzi? "Se mio padre è colpevole deve pagare, anzi, deve pagare il doppio - ha dichiarato in un'intervista a La 7 l'ex premier, candidato alla segreteria del Pd per un secondo mandato - ma i processi si fanno nei tribunali, non sui giornali".



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