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giovedì 22 agosto 2019

Cronaca martedì 09 maggio 2017 ore 09:06

Consip, azione disciplinare contro il pm Woodcock

Herny John Woodcock

L'azione è stata avviata dal pg della Cassazione per alcune dichiarazioni del pm di Napoli sull'inchiesta Consip pubblicate da un quotidiano nazionale



ROMA — Il pm della procura di Napoli Henry John Woodock, uno dei titolari del filone napoletano dell'inchiesta sugli appalti Consip, ha ricevuto l'avviso dell'inizio di un'azione disciplinare nei suoi confronti da parte del pg della Cassazione Pasquale Ciccolo per un articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica il 13 aprile scorso. 

Nell'articolo furono riportate fra virgolette alcune frasi di Woodcock che facevano riferimento ai rapporti con l'altra procura che indaga sugli appalti della centrale acquisti dello Stato, quella di Roma, e all'indagine su uno dei carabinieri del Noe che aveva investigato sulla vicenda, il capitano Giampaolo Scafarto, accusato di aver falsificato le informative destinate proprio ai pm. 

Il contenuto di alcune di queste frasi potrebbe aver violato, secondo il pg della Cassazione, l'obbligo della riservatezza a cui Woodcock è tenuto come titolare di un'inchiesta. Nelle prossime settimane quindi il pg effettuerà un'istruttoria al termine della quale dovrà decidere se archiviare la posizione di Woodcock oppure rinviarlo a giudizio davanti al Csm, il Consiglio superiore della magistratura.

Nell'articolo in questione sono riportate frasi del pm napoletano sul presunto conflitto fra le procure di Roma e Napoli. In merito al procuratore Ielo di Roma Woodcock dichiara: "Lo stimo e sono suo amico". Poi aggiunge: "La lite tra procure? Non esiste". 

Sempre nell'articolo Woodcock definisce "un grave errore" l'intercettazione attribuita dal capitano Scafarto all'imprenditore Alfredo Romeo (arrestato per corruzione) anziché all'ex parlamentare di An Italo Bocchino (indagato per traffico di influenze illecite come Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd). "Ma, mi chiedo, cui prodest?" aggiungeva il pm. 

Woodcock definiva poi "uno scempio e un gravissimo danno per l'indagine" la fuga di notizie sull'inchiesta per cui sono indagati il ministro Luca Lotti e i generali dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e Tullio del Sette: "Solo un pazzo avrebbe potuto provocarla, danneggiando il proprio lavoro". Woodcock respingeva anche la teoria di un complotto contro Matteo Renzi con le parole: "Solo un folle potrebbe pensarci".



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