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Stipendi dei dirigenti, Rossi stoppa gli aumenti

Il governatore ha chiesto di revocare gli aumenti di stipendio decisi dall'ex dg di Careggi Calamai per alcuni dirigenti trasferiti in Regione



FIRENZE — Il presidente della giunta regionale Enrico Rossi ha chiesto la revoca degli aumenti di stipendio stabiliti nel dicembre scorso dall'allora direttore generale dell'ospedale di Careggi Monica Calamai per alcuni dirigenti che nel febbraio successivo sono stati trasferiti insieme a lei ad altro incarico presso l'assessorato alla salute.

Dopo che sulla vicenda hanno presentato un'interrogazione i consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sí Toscana a sinistra, il governatore è intervenuto chiedendo immediate spiegazioni: la legge regionale stabilisce infatti che i dirigenti provenienti da aziende sanitarie che vengano trasferiti all'amministrazione regionale debbano ricevere "la retribuzione già percepita presso le amministrazioni di provenienza". Quindi Rossi voleva verificare sia che gli incrementi ci fossero stati sia che fossero supportati da motivazioni fondate.

Le spiegazioni sono arrivate nel pomeriggio di oggi e poco dopo il governatore ha diffuso una nota in cui chiede la revoca degli aumenti.

"Dalle verifiche che abbiamo effettuato risulta che quattro dirigenti sono stati comandati dalla AOU Careggi alla direzione regionale della sanità nel mese di febbraio 2018 - si legge nella nota del presidente della Regione - Nel dicembre scorso nei confronti di questi era stato adottato, dalla dottoressa Calamai, un provvedimento motivato con cui, a fronte di attribuzioni aggiuntive, era stata aumentata la retribuzione annua: in tre casi di 9 mila euro ciascuno, e in un caso di 6 mila euro. Inoltre, è stato comandato un quinto dirigente di Careggi, ovvero, il direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera, il quale, perdendo nel trasferimento alla direzione regionale della sanità l'incarico, aveva subito una riduzione dello stipendio di oltre 40mila euro, solo parzialmente compensata da un altro provvedimento, richiesto dalla dottoressa Calamai, che motivava un incremento stipendiale di 25mila euro".

"A conti fatti, si può dunque rilevare un incremento complessivo di spesa non superiore a 18mila euro - prosegue Rossi nella nota - con stipendi che rientrano nella norma, considerati gli incarichi che i dirigenti attualmente svolgono".

"Tuttavia, motivi di opportunità ci spingono a richiedere il ripristino della situazione precedente agli aumenti - prosegue il governatore - Infatti, per le esigenze di rigore nella gestione del Sistema sanitario regionale, e per evitare che illazioni e speculazioni prendano corso, siamo convinti che una decisione responsabile sia la scelta migliore".

"Teniamo inoltre a chiarire che questo episodio non modifica il nostro rapporto di fiducia verso la dottoressa Calamai - conclude Rossi - il cui lavoro a Careggi è stato positivo e il cui impegno alla Direzione regionale alla sanità ha già cominciato a dare buoni risultati. Poiché casi analoghi potrebbero riscontrarsi, nei prossimi giorni saranno effettuate tutte le verifiche necessarie per valutare le eventuali azioni da intraprendere. Chi svolge un ruolo manageriale, soprattutto nella pubblica amministrazione, gestisce situazioni complesse ed assume decisioni esposte, a posteriori, a varie tipologie di valutazioni. Pertanto, in talune circostanze, è necessario adottare, responsabilmente ed in trasparenza, correttivi, anche se ciò comporta comprensibile sofferenza e disagio per alcune persone, la cui reputazione non è in discussione".



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