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Attualità mercoledì 02 dicembre 2015 ore 07:00

Stop ai doppi vitalizi, in Toscana è legge

Sì unanime del Consiglio regionale al divieto di cumulo fra i vitalizi maturati da membri dell'Aula e altri vitalizi maturati in parlamento



FIRENZE — L’aula ha approvato all’unanimità la legge che stabilisce il divieto di cumulo tra i vitalizi maturati dai consiglieri regionali ed eventuali altri vitalizi erogati dal parlamento nazionale, dal parlamento europeo o da altri consigli regionali. 

E' stata invece respinta a maggioranza la proposta di legge per l’abolizione delle indennità di funzione presentata da Movimento 5 stelle e Sì Toscana, con l'astensione della Lega Nord e il voto contrario personale del portavoce dell’opposizione, Claudio Borghi.

La lunga relazione all’aula di Giacomo Bugliani (Pd), presidente della commissione affari istituzionali, ha illustrato gli aspetti tecnico giuridici che hanno permesso di portare al voto la legge che sancisce il divieto di cumulo tra i vitalizi. Un testo che, come ha detto Bugliani, se da un lato porta “un contributo fondamentale per il contenimento dei costi della politica”, dall’altro ha richiesto una “elaborazione di concerto” tra la commissione e gli uffici legislativi, in merito a profili costituzionali e di coerenza con la legislazione regionale.

"Con la normativa approvata - ha spiegato ancora Bugliani - è prevista la cessazione dell’erogazione dell’assegno vitalizio regionale in caso di “fruizione di analogo istituto”, nonché la sospensione del vitalizio qualora il percettore sia rieletto alla carica di consigliere regionale e al parlamento europeo, o nazionale, o al consiglio regionale di altra Regione o nominato componente di Giunta regionale".

La legge sui vitalizi è stata discussa congiuntamente con la proposta di abolizione di indennità di funzione avanzata dal M5S e da Sì Toscana. Gabriele Bianchi (M5S), dichiarandosi assolutamente favorevole al divieto di cumulo, ha ricordato: “La nostra proposta è di eliminare totalmente i vitalizi”. Claudio Borghi, pur ricordando che “esistono cose più urgenti”, ha riconosciuto che “si arriverà ad un risparmio” e anche “ad evitare una cosa difficilmente giustificabile, ovvero il doppio vitalizio”. Borghi ha ricordato il principio per cui “anche per il cittadino comune non c’è diritto di ricevere oltre i contributi versati; mi auguro che si arrivi al sistema contributivo anche per i parlamentari”. Il portavoce ha quindi affermato che, riguardo all’eliminazione dell’indennità di funzione, il suo gruppo di astiene, ma lui è “contrario da sempre”. Non è con il taglio allo stipendio che si può “risolvere l’incapacità della politica”. Bisogna piuttosto favorire al massimo “i controlli dei cittadini sull’operato degli enti”, ma senza “impedire l’accesso alla politica di alte professionalità”, che potrebbero fare molto bene per la causa comune.

Tommaso Fattori, capogruppo Sì-Toscana a sinistra, ha riaffermato il favore del suo gruppo per il principio del divieto di cumulo, parlando di “buon senso”, ma anche di “ritardi nella battaglia contro il vitalizio così come inteso fino ad oggi”. 

Il capogruppo Pd Leonardo Marras, ha definito giusto il divieto di cumulo, perché “ci sono provvedimenti dal sapore della demagogia e altri dal sapore dell’equità”. Per contro, riguardo alle indennità di funzione, “deve esserci autonomia, indipendenza e giusto compenso”. “Non è vero che in consiglio tutti i consiglieri svolgono le stesse funzioni e hanno le stesse responsabilità”. Il consigliere, ha ricordato che “il movimento 5 stelle farà bene a sostenere le ragioni della modifica costituzionale in atto, proprio nella direzione della riduzione effettiva dei nostri compensi”. 

Giovanni Donzelli (FdI), ha parlato del doppio vitalizio come “un privilegio inaccettabile”, annunciando invece l’astensione nel voto sul divieto di indennità aggiuntiva. “È un errore considerare i politici tutti uguali: se il nostro lavoro ha un senso, il compenso deve essere calibrato delle attività svolte. Se poi, invece, si dice i politici sono inutili, allora anche un euro al mese è troppo”. Donzelli però ha chiarito di non essere “contrario ad una maggiore sobrietà negli indennizzi”, invitando i 5 stelle a “una proposta che calibri qualità e quantità del lavoro svolto dai politici”. C’è poi un altro punto: “Se si abbatte il finanziamento pubblico ai partiti, se si vogliono eletti senza stipendio, o con lo stipendio di un operaio, chi la fa la politica alla fine? E nell’interesse di chi? Io vorrei che la facessero i migliori, nell’interesse del popolo”.

Gabrile Bianchi (M5s) ha precisato che l’abrogazione dell’indennità di funzione “non mette in gioco la libertà di nessuno”, ma vuol solo sottolineare l’opportunità di una dimuzione dello stipendio. Ha accolto favorevolmente la proposta di Donzelli di approfondire l’aspetto della efficienza dei politici eletti. 



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