Toscana Media News quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5865 del 8.03.2012.
FIRENZE
Oggi 16°25° 
Domani 17°25° 
Un anno fa? Clicca qui
domenica 16 giugno 2019

Attualità lunedì 30 giugno 2014 ore 15:58

Toscana, mare e cemento: criticità all'isola d'Elba

Servizio di Tommaso Tafi

Il rapporto 2014 di Goletta Verde evidenzia 6 punti critici mentre Legambiente auspica che il consiglio regionale approvi il nuovo piano paesaggistico



FIRENZE — Su un totale di 410 km di costa - da Capalbio al confine con il Lazio, a Marina di Carrara, al confine con la Liguria - 181 km, cioè il 44% del totale della costa della Toscana è stato modificato inesorabilmente da interventi edilizi negli ultimi due decenni, cancellando ben dodicimila metri di costa. E il boom delle costruzioni non accenna a diminuire. Legambiente chiede dunque alla Regione e gli enti territoriali, sia costieri che dell’entroterra, di intervenire finalmente per risolvere con urgenza e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani. Allo stesso ente regionale, inoltre, da Goletta Verde arriva l’appello ad approvare al più presto la proposta di piano paesaggistico che è all’esame del Consiglio.

Per quanto riguarda lo stato di salute dei mari della Toscana, invece, la situazione è simile a quella dello scorso anno.
Dei 18 prelievi effettuati dal laboratorio mobile di Goletta Verde (nei giorni 14 e 15 giugno scorsi), sei sono risultati con valori di inquinanti oltre i limiti. Di questi quattro sono stati giudicati “fortemente inquinati”: quello a Marina di Carrara (comune di Carrara, Foce torrente Carrione); a Marina di Ronchi (comune di Massa, foce canale Magliano); nel comune di Orbetello, alla foce del fiume Albegna in località Albinia; a Campo nell’Elba (foce fosso della Galea/La Pila, in località la Foce). “Inquinato” il giudizio per quelli di Capoliveri (spiaggia di Margidore, in località Lacona) e a Marciana Marina (lato interno all’area portuale del Moletto del Pesce).

L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una regione, analizzando il carico batterico che arriva in mare. Legambiente, è bene ribadirlo, effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali. I parametri indagati sono microbiologici  e vengono determinati inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori.



Tag

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Attualità

Sport