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lunedì 14 ottobre 2019

Attualità giovedì 11 settembre 2014 ore 19:05

Toscanellum, l'amarezza dei 'dissidenti' Pd

Gianfranco Venturi

''I nostri voti più uno di Sel e uno del Cd sono valsi meno dei 10 voti di Forza Italia'' commentano i 7 consiglieri che non hanno partecipato al voto



FIRENZE — I consiglieri regionali deli Pd Daniela Lastri, Vanessa Boretti, Aldo Morelli, Gianfranco Venturi, Pier Paolo Tognocchi, Lucia Matergi e Fabrizio Mattei avevano presentato nei giorni scorsi una serie di emendamenti che ritenevano 'migliorativi' del testo della nuova legge elettorale toscana poi approvata questa mattina all'alba dal consiglio. Ma soltanto uno è stato accolto dall'aula. Di qui la scelta di non partecipare al voto sulla riforma. Qui sotto il testo della loro nota inviata ai mezzi di informazione.

''Infine la nuova legge elettorale toscana è stata approvata, senza accettare emendamenti migliorativi che avevamo proposto (tranne sull’articolo 24: eliminazione dell’opzione per gli eletti in più circoscrizioni). Purtroppo dobbiamo constatare che l’accordo con Forza Italia era talmente blindato da impedire modifiche di assoluto buon senso, che avrebbero messo a riparo la legge da vizi di illegittimità costituzionale senza compromettere le cose buone che contiene e che anche noi abbiamo messo in luce nel dibattito. Per questo, alla fine, abbiamo ritenuto che il modo politicamente più consono per esprimere queste nostre forti preoccupazioni non era di votare contro, ma quello di non partecipare al voto conclusivo sulla legge.

Adesso temiamo che si apra un lungo periodo di tribolazioni e di instabilità a cui inevitabilmente la legge sarà sottoposta: contestazioni giuridiche e ricorsi sono dietro l’angolo, mentre presso la Corte Costituzionale sono in essere ben due giudizi sulle soglie di sbarramento di leggi statali (elezioni europee) e regionali (Calabria). Diciamo queste cose con dispiacere, ma anche con la tranquillità di chi ha fatto il possibile per evitarlo, con pochi ma importanti emendamenti migliorativi presentati: l’abolizione del listino regionale bloccato e l’introduzione di soglie di sbarramento al 3%. Una volta bocciato il nostro emendamento sulla cancellazione del listino, non si è voluto neanche accettare l’emendamento che impediva l’aberrante possibilità della doppia candidatura nel listino bloccato e nelle circoscrizioni. Siamo cioè al paradosso che nel prossimo Consiglio Regionale potrebbe sedere un consigliere che, bocciato dal voto di preferenza dei cittadini, risulterà comunque eletto perché candidato nel listino regionale bloccato del suo partito. Il dato politico è che evidentemente i 10 consiglieri di maggioranza (8 Consiglieri del Pd, uno di SEL e uno del Centro Democratico) che hanno votato gli emendamenti migliorativi, e le critiche che vengono dall’interno del PD, da tante forze politiche e da autorevoli giuristi, sono valsi meno di 10 voti di Forza Italia. Questo è un punto serio di riflessione, anche perché, dopo il dibattito consiliare, è chiaro a tutti che i voti per fare una legge di gran lunga migliore c’erano.

Daniela Lastri, Vanessa Boretti, Aldo Morelli, Gianfranco Venturi, Pier Paolo Tognocchi, Lucia Matergi, Fabrizio Mattei''



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Di Maio: «No a qualsiasi forma di patrimoniale»

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