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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità mercoledì 04 marzo 2015 ore 18:08

Uffici postali, i sindaci chiedono aiuto a Renzi

La decisione di scrivere al presidente del Consiglio per scongiurare i tagli decisi da Poste è stata presa dagli amministratori con Anci e Uncem



FIRENZE — La riunione era stata convocata per decidere ulteriori forme di protesta contro il piano di Poste Italiane che, in Toscana, prevede la chiusura di 63 uffici e la riduzione dell'orario per altre 37. 

I sindaci hanno deciso anche di richiedere un incontro in tempi brevi con i parlamentari toscani. Ecco qui sotto il testo della lettera al premier:

"Caro Presidente,

come saprai, Poste Italiane spa ha varato un nuovo piano di razionalizzazione degli uffici postali che riguarda tutto il territorio nazionale. La Toscana è una delle regioni più colpite: il piano prevede la chiusura di 64 uffici e la riduzione di orario per altri 37, per lo più in piccoli Comuni.

Si tratta di un provvedimento unilaterale, comunicato ai Sindaci solo e semplicemente tramite raccomandata. E che arriva a distanza di pochi anni dalla faticosa intesa del 2012 su un altro analogo programma di tagli.

Come ben sai, vista la tua esperienza di Sindaco, gli uffici postali sono presidi essenziali per tanta parte della popolazione, soprattutto per gli anziani e per chi abita lontano dai grandi centri.

Poste italiane è una società sana, a controllo interamente pubblico, che se da un lato persegue giustamente il contenimento dei costi, dall’altro non può sottrarsi dal garantire un servizio fondamentale, garantito ai nostri cittadini da norme nazionali ed europee.

I Sindaci della Toscana sono insorti contro il piano di Poste Italiane, che giudicano unanimemente insostenibile e che va a colpire territori e Comuni già in difficoltà.

Anci Toscana, insieme a Regione Toscana e ad Uncem Toscana, si è fatta carico di questa protesta ed affianca i Sindaci in questo difficile confronto, che passa anche da un ricorso al Tar che ogni Comune coinvolto sta preparando e presenterà nello stesso momento.

Siamo quindi a chiederti la disponibilità per un tuo intervento per un confronto tra il Governo e Poste Italiane S.p.A., con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, per verificare la possibilità di continuare a garantire un servizio riconosciuto come universale.

Certi della tua attenzione, ti salutiamo cordialmente"



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