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martedì 15 ottobre 2019

Attualità venerdì 20 novembre 2015 ore 19:30

"Corsi di Islam? Con Papa Francesco si può"

Zappolini: "No alla guerra, si a Bergoglio. I politici sbloccano patto di stabilità per comprare armi, non per la gente che muore di fame"



CASCIANA TERME LARI — E' il momento giusto per riproporre i corsi di Islam. Anni fa ebbi un richiamo ufficiale dal Vaticano ma con Papa Francesco si può”. A parlare, con l'auricolare nelle orecchie, è don Armando Zappolini.

Lo intercettiamo mentre si sposta da Milano, dove ha partecipato a una conferenza sulle droghe, a Vicenza dove in serata avrà un incontro con Giovanni Impastato. E' piuttosto facile sapere dov'è, ogni giorno, il prete perignanese. La sua agenda è pubblica e si trova sul sito personale.

Sempre dalla parte degli ultimi, dei più deboli Zappolini non esita a prendere posizione sui recenti fatti di Parigi.

Lo spunto per iniziare a parlare è l'originale presepe che Zappolini allestisce sempre nella sua chiesa a Perignano: “Non ci penso mai prima di Santa Lucia, 13 dicembre. Ovviamente essendo sempre strettamente legato all'attualità non si potrà non tenere conto degli avvenimenti di Parigi”.

Come la pensa don Armando sugli attentati del 13 novembre? “Sono preoccupato per il clima che si è creato. Ma in realtà più che di queste barbarie sono preoccupato delle reazioni alle barbarie. Mi sembra tanto semplice, la guerra ha mai risolto qualche problema? Ha arricchito qualcuno ma no, non ha mai risolto problemi. Sarebbe il momento di iniziare una resistenza culturale”.

I politici dell'Ue non sembrano intenzionati a opporre resistenza alla Francia che sta continuando a bombardare la Siria: “L'uomo giusto per iniziare una resistenza culturale è Papa Francesco. Avete sentito che ha detto? 'maledetti coloro che operano per la guerra e per le armi'. La barbarie collettiva deve essere interrotta dal punto di vista mentale”.

Qual è la visione di Zappolini sull'Isis? “Vogliono creare terrore ma è bene ricordare che non c'incastrano niente con l'Islam. Si deve sapere che questi terroristi hanno ammazzato più islamici moderati che cristiani”.

Zappolini poi rivolge un pensiero proprio all'Islam: “Dobbiamo essere vicini all'Islam moderato. Dobbiamo smettere di andare a bombardare le nostre armi. Gliele vendiamo e poi andiamo all'attacco. Assurdo, come trovo assurdo il fatto che non ci sia mai stata una deroga al patto di stabilità per la gente che muore di fame e che adesso invece viene subito accordata per l'acquisto delle armi per la cosiddetta sicurezza”.

Potrebbe essere il momento per rimettere in moto i corsi di Islam che don Armando teneva anni fa, prima del 2005: “Avevano successo ma dovemmo sospenderli. Ebbi un richiamo ufficiale dal Vaticano, ma erano altri tempi. Ora con Papa Francesco si può. Aspettiamo il nuovo vescovo di San Miniato (don Andrea Migliavacca, ndr) e vediamo”. Migliavacca dovrebbe arrivare il 20 dicembre.

Giusto in tempo per salutare e conoscere Zappolini, vedere il presepe e magari ascoltare le idee del parroco toscano sui corsi di Islam.

René Pierotti
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Siria, Conte: «Italia capofila sullo stop alle armi», poi perde la pazienza con il cronista: «Mi faccia rispondere»

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