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domenica 24 marzo 2019

Attualità giovedì 18 ottobre 2018 ore 13:00

"Viva Mattarella" sotto il solleone

Per tre quarti d'ora i bimbi della Curtatone schierati sul Piazzone hanno osannato tutti quelli che passavano. Poi...



PONTEDERA — Quando alle 12 e 15 transita finalmente dal transennato Piazzone, il corteo di auto e furgoni più meno blindati del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende dai bimbi della Curtatone e Montanara (in attesa da tre quarti d'ora sotto il sole spietato, tanto che una bimba denuncia un leggerissimo malore subito sedato con un bicchier d'acqua) meno evviva e meno sbandieramenti tricolori rispetto alle auto, camioncini, un camion degli spurghi, un pullman, ciclisti solitari e un gruppo di ciclisti in transito che mai più nella loro vita riceveranno così tanti festeggiamenti.

Beato di bambini perché sono il futuro del mondo, recita una poesiola di oscuro autore, ma tre quarti d'ora sotto il sole e una serie di delusioni perché tutti passavano meno Mattarella sono difficili da reggere. Qualcuno, in questo caso adulti, protesta un po' anche perché il Presidente "chiuso in auto" poteva fermarsi o soffermarsi per un minuto, ma, si sa, queste manifestazioni hanno tempi ristretti e protocolli di sicurezza ferrei da rispettare. 

E del resto il Presidente era già passato a piedi in mezzo ai bambini della Gandhi - fra loro Imen, Letizia, Marco, Daniele, Greta, Assan, Rachele, Marta, Martine, DIego, Andrea, Amar e Amine, fra loro anche il figlio del sindaco che i compagni hanno subito indicato al cronista - schierati con bandierine nel giardino del teatro Era. Così come è passato fra i bambini della Dante che lo attendevano all'ultima tappa, la biblioteca Gronchi.

Ma il cronista inviato a cercar folclore sul Piazzone ha sentito anche qualche parere di chi bambino non è più. A esempio dalla signora Maria che si dichiara pugliese trapiantata a Pontedera e che ha sua tesi: "Hanno fatto bene a far venire Mattarella a onorare il Presidente Gronchi morto quarant'anni fa. Hanno fatto bene perché Gronchi e quelli della sua generazione hanno rilanciato l'Italia dopo due guerre in cui tanti italiani sono morti per la patria. Ma il problema - e qui la signora Maria alza la voce - è che i politici degli ultimi anni hanno rovinato tutto quello che era stato rifatto in precedenza, consentendo che tante belle fabbriche e commerci italiani andassero in mano ai cinesi e agli stranieri di tutti i tipi".

Ora un maschio, Luca Franco, pontederese. "Sono venuto sul Piazzone per questa cerimonia. Pontedera ha fatto bene a organizzarla, bisogna ritrovare tutti dosi di unità patriottica senza prendersi a cannonate fra partiti". (Cannonate vocali, s'intende). 

"Sono di origine torinese - dice infine la giovane signora Lucia Perini - e soltanto ora ho appreso che Gronchi era pontederese. E' stato un bene invitare il Presidente Mattarella perché mi sembra una persona seria e presente fra il popolo, come lo era Sandro Pertini pur con un altro carattere".

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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