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Attualità lunedì 29 giugno 2015 ore 11:00

Strage di Viareggio, il giorno del ricordo

29 giugno 2009 - 29 giugno 2015. Dopo sei anni dalla strage che ha ucciso 32 persone Viareggio ricorda le sue vittime con il corteo commemorativo



VIAREGGIO — A Viareggio è il giorno del lutto e del ricordo, il ricordo di quella notte incancellabile dove un treno carico di gpl deragliò e innescò le esplosioni che strapparono via dalle loro case, dalle loro famiglie, dalle madri, dai padri, dai loro figli quelle 32 persone che ora non ci sono più; e la città si stringe intorno ai familiari delle vittime e a tutte quelle persone che ancora oggi hanno sulla loro pelle e nel loro cuore le cicatrici di quella notte di fuoco e che aspettano ancora verità e giustizia.

Un sesto anniversario doloroso con la notizia che il Presidente della Repubblica Mattarella non incontrerà i familiari delle vittime e con la prescrizione dei reati "minori" alle porte. Per questo Stefano Lodi e Isaliana Lazzerini hanno inviato una lettera al premier Matteo Renzi per modificare la legge che il Primo ministro aveva annunciato a novembre.   

E la lunga giornata del ricordo parte con la Messa celebrata dall'Arcivescovo Italo Castellani. Nel pomeriggio in Comune si ritrovano i rappresentanti dei comitati della strage e quelli di altre tragedie, fra cui quelli del Moby Prince. Infine il lungo corteo che, su richiesta dei familiari delle vittime, partirà e arriverà in via Ponchielli e attraverserà la città listata a lutto. Dal palco posto di fronte alla Casina dei Ricordi dopo gli interventi verrà proiettato il cortometraggio "Ovunque Proteggi", poi per la quinta volta, accompagnato dai fischi dei treni, ci sarà la lettura dei nomi delle 32 vittime che ancora non hanno trovato pace, verità e giustizia.  

La notte del 29 giugno 2009, il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti Gpl, deragliò passando dalla stazione di Viareggio. Una delle cisterne fu perforata e il gas che ne uscì invase la vicina via Ponchielli, incendiandosi. Undici persone morirono in pochi minuti, due furono stroncate da un infarto, molte altre rimasero gravemente ustionate e morirono anche a distanza di settimane. Per la strage sono state rinviate a giudizio 33 persone, tra cui l'allora ad di Fs Mauro Moretti, dirigenti e funzionari di altre società del gruppo, società a cui il convoglio apparteneva o che ne avevano curato la manutenzione. I reati contestati dalla Procura sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo e omicidio e lesioni colpose plurime. Il processo è ancora in corso.



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