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Attualità mercoledì 29 giugno 2016 ore 21:50

Il dolore non va in prescrizione

In ottomila hanno attraversato le strade della città per chiedere, ancora una volta, verità e giustizia per le 32 vittime del disastro ferroviario



VIAREGGIO — 29 giugno 2009 - 29 giugno 2016. Sono passati sette anni da quella notte d'inferno e migliaia di persone si sono strette intorno ai familiari delle vittime per chiedere, ancora una volta, verità e giustizia, quella giustizia che tarda ad arrivare. 

I familiari delle vittime, hanno ribadito la necessità e l'urgenza di quella giustizia che anche oggi, a distanza di 7 anni, non è arrivata e rischia di non arrivare mai se scatterà il meccanismo della prescrizione, per il quale dal secondo grado in poi spariranno le imputazioni di incendio e lesioni colpose.

E il ricordo di quella notte incancellabile, quando un treno carico di gpl deragliò e innescò le esplosioni che strapparono via dalle loro case, dalle loro famiglie, dalle madri, dai padri, dai loro figli quelle 32 persone che ora non ci sono più, è sempre presente e le sirene dei treni hanno risuonato accompagnando quel corteo silenzioso partito proprio da via Ponchielli, la strada che fu investita dalle fiamme scaturite dall'esplosione. 

In testa al corteo lo striscione con scritto "No alla prescrizione per Viareggio" e quello dell'associazione "Il mondo che vorrei" dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, quello dei familiari del disastro della Moby Prince, poi i gonfaloni dei comuni della Versilia, quello della Regione e del Comune di Firenze, il sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro e gli esponenti delle istituzioni, l'onorevole Deborah Bergamini e la senatrice  Manuela Granaiola, il vescovo di Lucca Italo Castellani.

Lungo il percorso il corteo ha rivolto un omaggio alla sede della Croce Verde, dove morì Rosario Campo e rimase gravemente ferita la moglie.

In via Aurelia di fronte la ditta Mobiloil il corteo si è fermato per ricordare il giovane operaio Matteo Valenti scomparso a 23 anni in seguito a gravi ustioni riportate mentre lavorava.

Poi il momento più straziante quello del ricordo, sul palco allestito davanti alla Casina dei ricordi tra via Ponchielli e la ferrovia.

Dal palco Luca Bassanese insieme a Stefano Florio hanno cantato la canzone inedita "29 giugno". Una canzone che ha raccontato le storie di tutte le vittime della strage: Hamza, Sara, Emanuela, e tutte le altre vite spezzate che si sono incrociate in una notte di tragedia.

Poi le parole di Daniela Rombi e Marco Piagentini, anime dell'associazione Il Mondo che Vorrei, che riunisce i familiari delle vittime della strage.

"Questo silenzio - ha detto dal palco Marco Piagentini presidente del Mondo che Vorrei - è quello del governo, che abbiamo invitato ma anche quest'anno non si è presentato nessuno e voi che siete qui stasera siete  la risposta al silenzio dello Stato che non ci da risposte concrete. È tutta una città che chiede verità e giustizia. Il dolore non va mai in prescrizione". Marco Piagentini è uno dei sopravvissuti della strage dove ha perso la moglie e due figli in tenera età.

Daniela Rombi, mamma di Emanuela Menichetti morta dopo mesi di agonia, ha invece rimandato al mittente la solidarietà di Ferrovie dello Stato: "Ora non è il momento della solidarietà per Viareggio, noi della solidarietà di Ferrovie non ce ne facciamo niente, noi vogliamo verità e giustizia".

Poi la lettura dei nomi delle 32 vittime, mentre i treni di passaggio nella stazione di Viareggio hanno fischiato per ricordare le vite spezzate di via Ponchielli.



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