Attualità

Quasi un giovane su 10 via da scuola prima del tempo

Secondo gli ultimi dati Istat, la Toscana è quarta in Italia per percentuale di abbandono scolastico. A lasciare più ragazzi che ragazze. Il punto

Toscana quarta in Italia per percentuale di giovani in uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione, con un abbandono scolastico del 9,8% che è superiore sia alla media nazionale dell'8,2% che a quella della macroarea Centro Italia (7,7%).

Nei numeri su quanti non vanno oltre la terza media (completando cioè la scuola secondaria di primo grado per poi non proseguire gli studi), peggio della Toscana fanno solo Sicilia (13,7%), Sardegna (13,6%) e Valle d'Aosta (10,4%). 

I dati hanno tutti i crismi dell'ufficialità dell'Istat, diffusi ad Aprile di quest'anno. L'Istituto di statistica ha infatti aggiornato gli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) che includono gli aspetti legati a istruzione e formazione.

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A pochi giorni dalla prima campanella che segnerà il 15 Settembre la riapertura delle scuole, insomma, un punto su cui riflettere è proprio quello dell'abbandono scolastico, fenomeno non solo presente, ma anche in rimonta dopo anni di flessione sia rispetto al dato nazionale che a quello di macroarea. 

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Per avere un'idea dell'andamento, nel 2021 il tasso regionale di abbandono scolastico si era attestato all’11,1%, al di sotto della media nazionale e a 2,1 punti dall’obiettivo europeo del 9% da raggiungere entro il 2030.

Le ragazze sono coinvolte nell'abbandono scolastico meno dei ragazzi: 8% (media Italia 6,2%) a fronte del 11,5% (media Italia 10,1%).

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Né lavoro né studio

Quanti escono precocemente dal sistema di istruzione e formazione vanno spesso a ingrossare le file dei cosiddetti Neet, ovvero ragazze e ragazzi che non lavorano né studiano né, spesso, cercano un'occupazione. In Toscana questa condizione riguarda più di un giovane su 10, con trend di inattivi che i dati raccolti nel 2024 mostrano in decremento.

Eppure la Toscana su di loro investe, con politiche attive di formazione mirate all'inserimento nel mercato del lavoro finanziate ultimamente anche con fondi Pnrr ma su cui la Regione già guarda oltre puntando alla prosecuzione di programmi che finora hanno coinvolto 77mila beneficiari.