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Acqua, 64 aziende siglano il “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia
ROMA (ITALPRESS) – La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica alla luce di un clima sempre più estremo. Da questo punto di partenza Utilitalia individua sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente […]

ROMA (ITALPRESS) – La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica alla luce di un clima sempre più estremo. Da questo punto di partenza Utilitalia individua sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici. Questo è l’obiettivo del “Patto per la Resilienza idrica”, attraverso il quale le imprese associate a Utilitalia rilanciano il proprio impegno per passare dalla gestione dell’emergenza a un orientamento sempre più basato sulla prevenzione. Oggi, in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato dalla Federazione, 64 aziende dislocate su tutto il territorio nazionale che gestiscono il servizio idrico per quasi 42 milioni di abitanti (il 71% della popolazione nazionale) hanno sottoscritto il Patto. Si tratta di A2A, Abbanoa, ABC Napoli, ACDA, ACEA, AcegasApsAmga, Acinque, Acqua Novara VCO, Acque Bresciane, Acque del Chiampo, Acque del Sud, Acque, Acque Veronesi, Acquedotto del Fiora, Acquedotto Lucano, Acquedotto Pugliese, Acquevenete, Alfa Varese, Alto Trevigiano Servizi, AMAP Palermo, Andria Multiservice, ASA Livorno, Aset, Asmea, Astea, BrianzAcque, Caltaqua, CIIP, Cogesi, Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale, Etra, Gestione Acqua, GRIM, Gruppo CAP, Gruppo CIDIU, Gruppo Nepta, Hera, Iren, Marche Multiservizi, Medio Chiampo, MM, Nuove Acque, Padania Acque, Pavia Acque, Piave Servizi, Publiacqua, Rete Sud, S.E.V., Sal, SMAT, Sogeri, Sorgeaqua, Sorical, Suez, TEA Mantova, Tennacola, Umbra Acque, Uniacque, Veneto Acque, Veolia, Veritas, Viacqua, Viva Servizi e Viveracqua.“Garantire la resilienza della risorsa idrica – spiega il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. E’ una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.Come emerge dai dati del Blue Book, se la media degli investimenti si è attestata sui 90 euro annui per abitante nel periodo 2021-2029, risultano ancora molto bassi (22 euro per abitante nel 2024) i dati relativi gli investimenti delle gestioni “in economia”, ovvero dove gli enti locali si occupano direttamente del servizio idrico; un quadro che interessa ancora 1.310 comuni per circa 6,9 milioni di abitanti (il 12% della popolazione italiana) soprattutto al Sud, ostacolando investimenti ed economie di scala. Al contempo, le imprese del settore sono alle prese con una sfida idrica globale che non è più emergenziale ma strutturale. L’estate 2026 ha confermato la crescente pressione sulla risorsa idrica: secondo i dati di Copernicus è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, con un’anomalia di +2,5°C rispetto alla media 1991-2020, superando perfino il record del 2003. In Italia, agosto 2026 ha chiuso con temperature fino a +3,5°C sopra la norma climatica, risultando il più caldo della serie storica recente. Le elevate temperature sono state accompagnate da una siccità diffusa, con aridità dei suoli e portate eccezionalmente basse nei principali fiumi europei, dal Reno al Danubio fino al Po. Questo impone un’accelerazione significativa delle politiche di adattamento, modernizzazione infrastrutturale e finanza dedicata, se si pensa che il 15% del PIL dell’Area Mediterranea (1.902 mld $) e il 20% di quello italiano (384 mld ) non potrebbero essere generati senza la risorsa idrica.In questo quadro, il “Patto per la Resilienza idrica” si articola in sei linee d’azione strategiche, studiate per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e modernizzare la gestione del servizio idrico nazionale.Governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Ciò richiede un rafforzato sostegno istituzionale ai gestori – adeguando le concessioni ai reali fabbisogni di investimento – e la garanzia di criteri di valutazione uniformi, con l’intervento diretto di ARERA laddove la disciplina regolatoria non sia ancora pienamente applicata. Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all’interoperabilità dei dati.Favorire aggregazioni e cooperazione. Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d’impresa, un dialogo continuo con l’Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l’adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. La tutela del ciclo idrico richiede un approccio sistemico e inclusivo. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore – utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti – e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.5.Promuovere una cultura dell’acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un’azione educativa capillare. Il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.Sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Gli operatori idrici devono essere riconosciuti come attori centrali nell’affrontare sui singoli territori gli impatti del cambiamento climatico. Per farlo, il Patto individua due leve fondamentali: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.
– foto ufficio stampa Utilitalia –(ITALPRESS).
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