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Bergamini “Federkombat in crescita, ogni anno uno step”

"Grosse speranze di vedere la kickboxing alle Olimpiadi del 2032", ha spiegato il dirigente romano



ROMA (ITALPRESS) – “Sono già un pò di anni che siamo in continua espansione. Ogni anno riusciamo a fare uno step in avanti e ad aumentare il numero dei nostri iscritti e la partecipazione alle competizioni. Abbiamo dei calendari veramente impegnativi, tra attività nazionale e internazionale non ci sono buchi durante l’anno, e da un punto di vista dei successi agonistici siamo, a detta della federazione internazionale a cui facciamo riferimento, la Wako, l’unica nazione che ha lo stesso tipo di competitività sia sugli sport a contatto pieno che leggero”. Prima atleta di livello, poi dt e ct della Nazionale di kickboxing: Riccardo Bergamini, neo presidente della Federkombat, federazione che comprende, oltre alla kickboxing, anche Muay Thai, Savate, Shoot Boxe, Sambo e MMA, ha le idee chiare su come dare un nuovo slancio al ‘settorè, soprattutto per ‘reclutarè nuovi appassionati. “Gli atleti rappresentano il ‘corè della nostra federazione, la mia attenzione adesso sarà dedicata esclusivamente al miglioramento delle loro condizioni – spiega il dirigente romano in un’intervista nella sede capitolina dell’Italpress – Contestualmente a ciò ci sono i tecnici, che formano gli atleti che diventano poi i fenomeni del domani, e anche con loro dobbiamo avere un atteggiamento diverso, molto più partecipativo. Dobbiamo coinvolgerli nei nostri discorsi internazionali, dobbiamo imparare a parlare la stessa lingua per arrivare ad essere veramente una famiglia strutturata, dove la comunicazione parte dall’alto e arriva al basso, e così il feedback dal basso arriva in alto e in questo modo l’interazione è più produttiva per tutti”. La kickboxing sognava un posto nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles 2028 ma la speranza di entrare nelle discipline a cinque cerchi non è certo andata persa. “Anzi, è assolutamente fattibile, quando c’è stato il responso negativo la delusione è stata fortissima. Eravamo tra le sette discipline selezionate per entrare a Los Angeles, ed eravamo primi in classifica nel loro particolare ranking. Poi all’improvviso siamo stati superati: come in tutte le cose la parte economica svolge un ruolo fondamentale, e dove non arriva una parte economica c’è quella politica di chi organizza e siamo rimasti fuori, di certo non per demeriti nè tecnici nè spettacolari. Quindi non è un sogno ma un progetto a scadenza relativamente breve. Se ci saremo a Brisbane 2032? Abbiamo grosse speranze”, conclude Bergamini.– Foto Italpress –(ITALPRESS).

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