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martedì 23 aprile 2019

Attualità martedì 27 ottobre 2015 ore 18:31

Peretola 2017, è una corsa contro il tempo

Il presidente di Enac Vito Riggio non ha dubbi: se arriverà il via libera dal ministero dell'Ambiente entro l'anno, l'aeroporto sarà pronto per il G7



FIRENZE — Testa bassa e lavorare. E' questo l'invito rivolto dal numero uno dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, Vito Riggio a tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati dai lavori per la costruzione del nuovo aeroporto di Firenze.

"Bisognerebbe che tutti si impegnassero come facciamo noi - ha detto Riggio -, come abbiamo già fatto, per stringere al massimo".

L'obiettivo è quello di rispettare i tempi, chiudendo i lavori entro il 2017, giusto in tempo per il G7 che nei piani di Matteo Renzi dovrebbe tenersi proprio a Firenze. Perchè questo scenario si realizzi però  tutti i tasselli devono andare al loro posto nei tempi previsti.

"Spero che entro fine anno il parere positivo sulla Valutazione d'impatto ambientale arrivi - ha detto Riggio - e a quel punto si passa subito alla conferenza dei servizi, dove tutti gli enti locali interessati hanno diritto e dovere di dire la loro: evidentemente con tempi accorciati il più possibile, senza comprimere il dibattito, ma sapendo che dopo bisogna andare all'opera. La valutazione ragionevole è che entro primavera possa essere esaurito il ciclo amministrativo, fra primavera e giugno: a quel tempo lì si fa la gara, che ha tempi europei perché servono 60 giorni per l'individuazione delle persone".

"Ragionevolmente - ha concluso Riggio - dico che entro la fine del 2016 noi potremmo avere l'opera iniziata, e finita nel 2017 come avevamo programmato".

Quello che interessa invece al presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, è la questione dei finanziamenti, pubblici in particolare. 

"In una lettera - ha ricordato Marco Carrai - avevamo avuto rassicurazioni dall'allora ministro Lupi: lo Stato avrebbe concorso fino a 150 milioni di euro. Noi auspichiamo che queste risorse arrivino".

Per il momento l'unica garanzia sono i 50 milioni di euro contenuti nello 'Sblocca Italia' ma Carrai vuole rassicurazione anche sul resto. "Noi auspichiamo che queste risorse arrivino - ha ribadito -, anche perché gli aeroporti di Firenze-Pisa sono stati inseriti tra gli scali strategici, quindi possono essere ammessi ai finanziamenti che speriamo arrivino presto".

Per quanto riguarda infine il rischio che la Regione e il suo presidente Enrico Rossi rimangano fermi sulle prescrizioni contenute nel Pit che parlano di una posta da 2.000 metri e non da 2.400 metri, il presidente Riggio ha chiosato: "Preferiremmo non litigare"



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