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sabato 20 aprile 2019

Attualità mercoledì 09 luglio 2014 ore 12:07

Vespucci, nuova pista pronta nel 2017

Servizio di Tommaso Tafi

Audizione in consiglio regionale del presidente di Corporacion America Roberto Naldi. ''I lavori nello scalo di Peretola dureranno 20 mesi''



FIRENZE — La prossima settimana il consiglio regionale dovrebbe pronunciarsi in via definitiva sulla variante al Pit per il potenziamento dell'aeroporto di Firenze, a Peretola, anche attraverso la costruzione di una nuova pista di atterraggio e decollo.

Per approfondire vari aspetti legati a questa operazione, qualche giorno fa le commissioni consiliari competenti avevano convocato per un'audizione i vertici di Adf, la società che gestisce lo scalo. Ma il presidente Marco Carrai non si era presentato (''Adf è una società quotata in borsa - aveva spiegato Carrai - quindi non puo' diffondere informazioni riservate''), provocando così un incidente diplomatico. A rimediare la figuraccia ci ha pensato Roberto Naldi, presidente di Corporacion America (il gruppo privato che controlla sia l'aeroporto di Firenze che quello di Pisa) che oggi ha parlato a lungo alle commissioni, fornendo molte informazioni in merito ai piani di sviluppo del sistema aeroportuale toscano.

Naldi ha ribadito che il piano di fusione dei due scali sarà presentato entro ottobre. Per quanto riguarda la lunghezza della nuova pista di Peretola (la variante al Pit ribadisce che non potrà superare i 2000 metri), Naldi ha dichiarato che Corporacion America si atterrà alle prescrizioni del Consiglio ma che l'obiettivo resta quello di portare a 4 milioni e mezzo i passeggeri dell'aeroporto. 

''Secondo me fra una pista di 2 km o di 2,4 cambia la questione del rumore che sarà minore con la pista piu' lunga - ha detto Naldi - Abbiamo incaricato il Mitre di studiare questa parte. Ma è Enac che dovrà dire la sua''. 

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, secondo Naldi  ''non è irrealistico pensare che la nuova pista sia pronta alla fine del 2017''. ''I tempi dipendono molto dagli adempimenti formali, che stiamo studiando - ha precisato - E, a valle dell'approvazione del Pit, dai tempi di Enac per le autorizzazioni''.

Resta il nodo dei costi (circa 200 milioni): nelle previsioni di Adf, l'intera operazione dovrebbe essere cofinanziata almeno per metà con soldi pubblici. Ma la variante al Pit in approvazione del consiglio regionale esclude che il potenziamento dell'infrastruttura possa essere realizzato con fondi regionali, come ha ricordato il presidente della commissione infrastrutture Fabrizio Mattei.



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