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martedì 12 dicembre 2017

LEGAMI D'AMORE — il Blog di Malena ...

Malena ...

Sono nata in un paese straniero e provengo da una famiglia italiana. Fin da giovane le persone si sono sempre confidate con me: donne, giovani, figlie, nipoti, sorelle, comari, amici. Restavano ore a raccontarmi le loro storie e i sentimenti provati durante i loro vissuti. L'argomento più chiacchierato è l'amore in tutte le sue sfaccettature e ho deciso pertanto di parlarne affinché si possa trarre spunto per riflettere sulla differenza di genere.

La verità

di Malena ... - sabato 23 settembre 2017 ore 12:40

Foto di: Coppia - PourFemme

La stanza in penombra ti consente ugualmente, semiseduta sul letto, appoggiata a dei cuscini, di sfogliare un vecchio album di famiglia. Giri lentamente le pagine rigide e lucide, che proteggono le fotografie dall’usura del tempo e osservi, a una a una tutte quelle che ti ritraggono. Distratta dal rumore di una mano che bussa, ti costringi a dire avanti. 

La figura di mamma entra in punta di piedi, per non disturbare un riposo e sedutasi cautamente sul bordo del letto, ti chiede con timore: “Come stai Martina?". “Hai bisogno di qualcosa piccola?” domandando inutilmente, poiché prevede la tua risposta di figlia malata.“Niente mamma… sto bene… se ho bisogno di qualcosa, ti chiamo… vai…” dolcemente, ma ferma sulla tua decisione…La donna si alza stancamente con un sospiro, piegando le labbra in una smorfia. Lascia il tuo capezzale, angosciata e disperata per te, la sua bambina di trenta anni, e dopo aver chiuso la porta, esprime tutta la sua sofferenza, portandosi le mani alla bocca per strozzare un singhiozzo. 

La piccola di tre anni che intravedi accanto a mamma e papà, nella loro casa al mare, sulla fotografia, ti porta un po’ di sorriso in quel corpo fragile e martoriato dal dolore. Sorridi per te. Continui nello sfogliare le pagine, come a ricostruire il tuo vissuto, e non per sperare in un futuro migliore, quanto per assicurarti una fine più lieta per essere stata amata, coccolata, voluta bene da molte persone. Un gruppo di amici per il tuo compleanno all’età di quindici anni, si stringono intorno a te per festeggiare la signorina promettente, brillante, studentessa modella, che sei stata fino a quel giorno e oltre. 

Cambiano in fretta i sentimenti di rassegnazione, strappandoti una domanda per te e per Dio: “Perché tutto questo…?”. “Cristo… perché proprio a te?” ma solo per il tempo di far scendere una lacrima sulla tua guancia e riprendere la serenità dovuta all’aver accettato il tuo destino come ineluttabile e intriso di significati, non per questo tempo, ma per l’eternità, e la tua anima sa di cosa si sta parlando. Giri oramai le mani senza consapevolezza, tanto è routinario quel fare, quando il classico vestito di laurea, con tanto di cappello, ti sveglia dal torpore. Ecco uno dei tanti giorni felici, che ci fanno conoscere il bellissimo ragazzo dal fisico asciutto e dai tratti belli, da mozzafiato, tuo fidanzato, stretto al tuo fianco, poiché ti ama e ti vuole in sposa, nel prossimo futuro. 

Le domande non finiscono mai, per chi vuol sapere e per chi vuol conoscere la Verità, perciò ti chiedi adesso: “Che cosa devi imparare da tutto questo?”. “ Che cosa devi apprendere?”. “Tu laureata in lettere e filosofia, che ha studiato i pensieri dei "grandi" cosa, devi capire in una vita sola”? I quesiti sono troppi, per questo esausta chiudi l’album dei ricordi per guardarti allo specchio, per osservare la Verità nel tuo viso, che seppur ancor dolce, deturpato dall’atroce voce del cancro, che imperversa nelle tue ossa. 

Ritorna la mamma con la cena poco più tardi e per l’ennesima volta, come hai deciso di fare da quando sei malata, rifiuti tutte le proposte, mandando via in malo modo la malcapitata, che soffermandosi sulla porta, speranzosa di riportarti “in vita”, figlia già morta, con la forza dell’amore si rammenta di dire: “Ha telefonato Sergio… vuole vederti…” ma non può terminare la frase perché l’uragano di parole sbraitate al vento da te, riempie la stanza: “Vattene…” “Non ti voglio più vedere…”. Finalmente sola, piangi… piangi… piangi…lacrime che, a una a una, riempirebbero un barile intero di vino buono, uno di quelli riposti nell’immensa cantina casalinga. Sergio… Tra le lacrime lo vedi, come fosse lì davanti a lei. Con il suo candido sorriso, l’uomo che avrebbe voluto sposare e che anche tu ami da morire. La tua storia d’amore. La più bella. Quella da raccontare nelle favole. Nasce spontanea come la gramigna, l’amore fra voi e cresce indisturbato, sempre più rigoglioso. 

Senti freddo dentro l’anima e non si fanno più miracoli da queste parti… adesso non più! La casa è pronta… tutto poteva essere perfetto in questo giorno felice. Qualcuno te lo dice. Devi decidere il da farsi, se venderla o lasciarla li, in attesa che qualcosa accada…Esprimi il suo desiderio…“Mamma voglio andare in quella casa… ti prego… portami la… mi piacerebbe vedere com’è venuta…” implorando con voce quasi impercettibile. Mamma annuisce…Si prepara l’evento e si organizza l’uscita con l’ambulanza per un viaggio senza ritorno del tuo piccolo corpo che vuol vedere anche per una volta, il tuo sogno d’amore non realizzato ma sospirato. 

Il tempo scorre, ma non trascorre e a volte non esiste, per questo quando sulla lettiga sei stata messa al centro della stanza davanti al caminetto, come parlando con Sergio, ti si sente mormorare: “Vedi… non avremmo avuto nemmeno questo motivo per litigare… la legna la devi andare a prendere tu e il fuoco lo devi accendere per forza tu…” sorridendo appena. Ancora un sussurro quando dici: “Ti amo Sergio, amore mio… non ho mai smesso di amarti…”.Socchiudi gli occhi per sognare ancora…Gli angeli sono già lì…Aspettano da giorni il tuo arrivo…Lo sapevano che ci saresti andata e che lì avresti espirato…

Malena ...

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