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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità mercoledì 20 settembre 2017 ore 08:44

Case popolari, si cambia, affitti in aumento

La giunta regionale ha inviato al Consiglio la proposta di legge che cambierà le regole per l'assegnazione e la gestione degli alloggi Erp



FIRENZE — La Toscana si appresta a varare un riordino complessivo del settore casa, con l'obiettivo di rendere più efficiente e più equo il sistema.

La giunta regionale, su proposta dell'assessore Vincenzo Ceccarelli, ha dato il via libera e inviato all'attenzione del Consiglio la proposta di legge che contiene le nuove norme per l'assegnazione e la gestione delle case popolari in Toscana.

La proposta di legge corregge alcuni elementi critici dal punto di vista attuativo e interviene per razionalizzare e semplificare il sistema di gestione, in modo da ottimizzare le risorse e fronteggiare la maggiore richiesta di alloggi popolari conseguente alla crisi economica.

"Il nostro obiettivo è semplificare e razionalizzare la gestione dell'edilizia residenziale pubblica, in modo da generare risparmi e garantire maggiori risorse per la manutenzione e la ristrutturazione degli alloggi - ha spiegatol'assessore Vincenzo Ceccarelli - Vogliamo introdurre maggiore equità nel sistema e fornire ai Comuni ed ai gestori strumenti utili per ottenere il rispetto dei doveri di chi è assegnatario di un alloggio e dei diritti di chi è iscritto nelle graduatorie in attesa di assegnazione".

Entrando nei dettagli, la nuova legge prevede un incremento medio del 10-15 per cento dei canoni di locazione, esclusa però la fascia minima che rimane invariata visto che in passato era stata l'unica ad aver subito un adeguamento. 

Sono state inoltre previste misure di salvaguardia in caso di aumenti anomali e meccanismi di calmierazione dei canoni per le abitazioni meno efficienti dal punto di vista energetico.

Sempre con l'obiettivo di dare ai Comuni strumenti più efficaci per affrontare le questioni e le criticità emergenti, come la coesistenza di abitudini, culture e stili di vita diversi, si prevede la possibilità di utilizzare mediatori sociali e culturali.

La proposta di legge prevede maggiore severità e strumenti più efficaci per gestire i procedimenti di decadenza dal diritto di abitare in un alloggi erp, per liberare e ridestinare a famiglie più bisognose gli appartamenti.

La proposta di legge aumenta l'elasticità ed i poteri dei Comuni a fronte di particolari esigenze abitative: in situazioni di emergenza i sindaci potranno riservare a bandi e graduatorie speciali fino al 40 per cento degli alloggi da assegnare, previa informazione alla Regione. 

La legge fa chiarezza anche sui requisiti di coloro che saranno assegnatari di abitazioni Erp: saranno i Comuni a verificare il possesso e la permanenza dei requisiti necessari per essere inseriti nelle graduatorie, anche attraverso le banche dati delle pubbliche amministrazioni.

La proposta di legge ridefinisce gli ambiti ottimali (Lode) e prevede la riduzione del numero dei gestori dagli undici a tre. Tutto questo senza allontanare i servizi dall'utenza. Uno degli obiettivi della nuova legge sarà infatti proprio quello di avere contatti più diretti con il cittadino, tanto che la proposta prevede che, laddove fosse necessario, siano incrementati i front office per l'utenza.

La giunta regionale ha confermato i cento milioni di investimenti in tre anni nel settore casa. Con la prima variazione di bilancio ne sono stati già impegnati 24 e a fine anno ne saranno impegnati altri 20-25.



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