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sabato 14 dicembre 2019

Attualità giovedì 04 maggio 2017 ore 11:04

Diritti e cittadinanza per far ripartire l'Europa

Il presidente del Senato Grasso ha aperto i lavori a "The State of the Union" parlando di cittadinanza europea, flussi migratori e diritti civili



FIRENZE — "Lavorare sulla piena attuazione della cittadinanza europea" è "la migliore possibile reazione ai fenomeni di distacco dal progetto europeo che si avvertono in tanti cittadini europei". Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha aperto la conferenza europea "The State of the Union. Building a People's Europe" all'Istituto Universitario Europeo alla Badia Fiesolana.

Pietro Grasso ha parlato di una nozione di cittadinanza più estesa e articolata di quella del passato, che non si limiti solo ai diritti civili, politici, economici e sociali ma che includa rinnovate forme di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

"Occorre in questo senso conciliare l'esigenza di decisioni efficaci su temi di straordinaria rilevanza internazionale - come la lotta al terrorismo e al crimine organizzato, la sostenibilità dello sviluppo, la solidarietà fra popoli e fra generazioni - con la necessità di moltiplicare i canali di dialogo con opinioni pubbliche sottoposte a una crescente massa di informazioni che determinano disorientamento in luogo di consapevolezza", ha ricordato Grasso. 

Poi il presidente del Senato non poteva non parlare del problema dei flussi di profughi in fuga da guerre e da persecuzioni, che per Grasso è un obbligo salvare e accogliere chi è in pericolo e riconoscere a chi ne ha diritto la protezione internazionale non sono gesti di liberalità, non sono manifestazioni di generosità. 

"Io sono orgoglioso - ha continuato Grasso - di quello che l'Italia ha fatto in questi anni. A Lampedusa li ho visti i nostri operatori, i medici, i militari, le forze di polizia, i funzionari civili, i volontari, il sindaco Giusi Nicolini: donne e uomini che soccorrono in mare i naufraghi, che con dolore e pietà raccolgono i corpi di chi non ce l'ha fatta, che accolgono con un abbraccio chi soffre, chi ha paura". "Io penso che tutte quelle donne e quegli uomini che restituiscono ad ogni persona la dignità di essere umano siano gli interpreti di un messaggio universale di umanità che la nostra Unione europea deve raccogliere e fare suo", ha aggiunto Grasso.

Per quanto riguarda le recenti polemiche sulle Ong Grasso, spezza una lancia a favore delle organizzazioni non governative: "Hanno avuto un ruolo determinante, in stretta sinergia con le tante istituzioni centrali e territoriali, nel sistema europeo e italiano del soccorso e dell'accoglienza; hanno svolto sostanzialmente una funzione pubblica a favore dell'Unione europea, garantendo servizi che avrebbero dovuto essere semmai assicurati da interventi istituzionali di carattere europeo". 

Grasso si è detto "certo che la magistratura e le forze di polizia faranno piena luce su eventuali opacità e che proveranno e puniranno i reati che siano stati eventualmente commessi".

"Questo avvenga però nel rispetto rigoroso delle regole e della riservatezza necessaria a garantire il successo delle indagini - ha aggiunto il presidente del Senato - Fino ad allora credo sia sbagliato e ingeneroso associarsi ad accuse generiche, congetturali e politicamente strumentali".



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