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Attualità lunedì 22 gennaio 2018 ore 15:08

Le leggi razziali nel giorno della memoria

Le leggi razziali fasciste saranno il filo conduttore del Giorno della Memoria, nato per ricordare lo stermino nei campi di concentramento nazisti



FIRENZE — La Toscana porta al Giorno della Memoria le leggi razziali coloniali del 1937, quelle che precedettero di un anno le leggi antisemite del 1938, per raccontare le deportazioni e gli orrori dei campi di sterminio nazisti. L'ottantesimo anniversario di quelle leggi, che punivano con la "reclusione da uno a cinque anni i cittadini italiani che tenessero relazione d'indole coniugale con persona suddita dell'Africa orientale italiana", sarà uno infatti dei fili conduttori del Giorno della Memoria che sarà vissuto con quasi ottomila studenti delle scuole superiori di tutta la regione il 26 gennaio 2018 al Mandela Forum di Firenze. Il 26 e non il 27, che questa volta cade di sabato.

L'iniziativa si ripete dal 2006, tutti gli anni pari (mentre i dispari parte un treno con cinquecento ragazzi per Auschwitz) e si accompagna ai tanti eventi che animano in questi giorni città e paesi di tutta la Toscana. Organizza la Regione, con la collaborazione della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, che nei mesi scorsi, come spesso accade, hanno organizzato insieme all'Istituto storico della Resistenza in Toscana corsi rivolti agli insegnanti. Il motivo è semplice: la memoria non si improvvisa, nasce dallo studio e va allenata. E si è parlato giustappunto delle legislazioni razziste e antisemite dell'Italia fascista del 1937 e 1938.

E' importante far conoscere la storia e tutti i suoi particolari, è importante fare squadra e ripetere nel tempo le azioni. Il presente e il futuro si legano infatti con il passato. Pur in contesti certo diversi, confessa Caffaz, "i barconi e i bimbi che muoiono nel Mediterraneo mi ricordano Auschwitz e i bambini morti ad Auschwitz quei barconi". Per certi orrori non si sono antidoti ma solo vaccini; e i vaccini richiedono un richiamo annuale. Anzi, durante tutto l'anno. Per questo in Toscana il Giorno della memoria non è vissuto solo come celebrazione: con più di semila studenti e mille insegnanti sul treno della memoria dal 2001, sessantamila studenti al Mandela Forum dal 2006, corsi di preparazione e iniziative in tutta la regione.

I primi ragazzi arriveranno al Mandela Forum di Firenze alle 8.40. Ad accoglierli sarà Enrico Fink e la sua orchestra multietnica, con musiche klezmer. Interverrà con un video saluto lo scrittore Saviano. Sarà poi la volta dei testimoni e sopravvissuti, intervistati dal conduttore e giornalista Massimo Bernardini. Al suo fianco ci saranno due storici, Giovanni Gozzini e Nicola Labanca, e naturalmente Ugo Caffaz.

Sul palco saliranno poi i testimoni della Shoah: Vera Vigevani Jarach, Aldo Zargani, Vera Michelin Salomon, Kitty Braun e Andra Bucci. Mancherà la sorella, Tatiana, per improvvisi impegni familiari. L'ottava storia sarà quella di Igiaba Scego, italiana di origini somale, nata a Roma nel 1974 da genitori che hanno subito in Africa il razzismo coloniale fascista. Interverranno anche Aned e Anpi, l'associazione degli ex deportati e dei partigiani, con un appello comune.

Ma non ci saranno solo le parole. Durante la mattinata, fino alle 13, ci sarà spazio per la musica, con una ninna nanna composta nel ghetto di Terezin.

Il Quirinale ha concesso al meeting degli studenti toscani del Giorno della Memoria la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica italiana.



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