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venerdì 28 aprile 2017

Attualità venerdì 21 aprile 2017 ore 11:48

Il gelo di aprile letale per l'agricoltura

Danni pesanti per il crollo delle temperature dopo un marzo caratterizzato dal caldo sopra la media. Allarme di Coldiretti e Confagricoltura

FIRENZE — Sembrava una primavera già tendente all'estate, con temperature addirittura sopra la media e sole che avevano fatto risvegliare la vegetazione. Poi però è arrivato il gelo improvviso che ha bloccato tutto mettendo a rischio le colture e i coltivatori non nascondono ora la loro preoccupazione. 

Coldiretti, in una nota, spiega che le gelate estese e il crollo della temperatura sotto lo zero in diverse aree della regione hanno causato danni pesanti ai vigneti, ai frutteti e agli ortaggi. “Il gelo – ha dettoTulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - ha colpito l’agricoltura proprio mentre tutta la vegetazione era in pieno risveglio a causa delle anomale temperature primaverili sopra la media. Le gelate hanno interessato le zone più basse ed esposte, danneggiando soprattutto le piante più piccole. La brina è scesa sugli ortaggi a pieno campo non protetti da serre come ad esempio lattughe ma anche fagiolini e pomodori appena trapiantati, facendo danni soprattutto sulla costa pisana e livornese fino alla Maremma”.

Il problema non è solo la temperatura che a marzo, prima del crollo di aprile, è stata di 2,5 gradi superiore alla normalità, ma anche che le precipitazioni si sono praticamente dimezzate, segnando un -54 per cento. La pioggia, oltretutto, per essere utile alle coltivazioni deve essere costante e leggera e non piombare all'improvviso con temporali e grandinate che non aumentano solo i danni ai campi. Una delle situazioni più gravi in Toscana, per quanto riguarda la siccità, è quella della Maremma. 

Confagricoltura, poi, stima che oltre il 20 per cento della produzione agricola sia andata distrutta per un valore di circa 80 milioni di euro. Geograficamente, si sono registrati danni abbastanza contenuti nelle aree litoranee come a Bolgheri ed in Val di Cornia, e nella Toscana meridionale, dove sulle colline di Scansano, di Capalbio ed in quasi tutta la Maremma le temperature solo raramente sono scese oltre i livelli critici. I dolori, aggiunge Confagricoltura, sono soprattutto per le aree interne, a Montalcino e  nelle zone di produzione del Chianti, del Chianti Classico e di Rufina, dove "si registra una rilevante intensità di danno, mediamente superiore al 20 per cento con alcune aziende che hanno perso fino al 90 per cento della produzione".

Il problema è che "non è ancora finita", ha spiegato Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana.  "Siamo in apprensione per i prossimi giorni. Le stime fatte non sono ancora definitive e, se per un verso le viti possono ancora reagire, benché in piccola parte, germogliando dai complessi gemmari secondari, per l'altro, purtroppo, in base alle previsioni meteo dei prossimi giorni i danni sarebbero destinati ad aumentare". 

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