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martedì 15 ottobre 2019

Attualità sabato 10 settembre 2016 ore 10:50

La legge sugli ungulati nel mirino dei cacciatori

In centinaia si sono dati appuntamento a Firenze per protestare contro le norme regionali sul contenimento dei cinghiali



FIRENZE — Bandiere al vento e un esercito di casacche arancioni che risaltavano contro il cielo ingrigito del mattino. Questo il colpo d'occhio che ha accolto turisti e passanti in via Martelli dove le 'Squadre toscane di caccia al cinghiale' si sono date appuntamento per la manifestazione regionale contro la legge toscana sul contenimento delle popolazioni di cinghiali. 

Un problema, quello dei cinghiali, che in Toscana negli ultimi tempi sta creando non pochi disagi in particolare per l'agricoltura: i numeri parlano di danni certificati che vanno da 1,5 milioni di euro a circa 3 milioni nel 2015. Gli incidenti stradali causati dagli animali sono stati quasi mille in un anno.

Per le squadre toscane dei cacciatori, come si legge nel volantino diffuso in cui si spiegano le ragioni della protesta, "la legge non ha come obiettivo la diminuzione del numero dei cinghiali presenti sul territorio ma solo quello di mettere le squadre al palo confinandole a un ruolo marginale". In altre parole, dicono i cacciatori, il nuovo testo di legge avrà come effetto "un aumento esponenziale di questo ungulato portando alla disperazione gli agricoltori che vedranno danneggiati i loro raccolti senza poter usufruire dell'aiuto delle squadre". 

I cacciatori si dicono anche contrari a "chi tenta di sopprimere la caccia al cinghiale in battuta/braccata che è nostra cultura e tradizione" e a "chi vuole mettere i cacciatori gli uni contro gli altri stravolgendo le tradizioni antiche e anche le consuetudini, oramai consolidate, della caccia di selezione ai cervidi e bovidi". 

"Si poteva arrivare in modo diverso alla legge - spiega il vicepresidente nazionale di Caccia, pesca e ambiente Maurizio Montagnani - noi avremmo voluto che tutti i soggetti interessati potessero sedersi attorno a un tavolo per discuterne. Ora confidiamo in un incontro con l'assessore Remaschi".

Proprio l'assessore, dal canto suo, è intervenuto pochi giorni fa in risposta alle polemiche sul testo: "La legge 10 del 2016 per la diminuzione del numero di ungulati in Toscana - ha detto - è stata quindi voluta e scritta proprio allo scopo di salvaguardare le eccellenze del nostro territorio, il lavoro dei molti agricoltori che chiedono solo di poter raccogliere il frutto del proprio duro lavoro rifiutando la logica del rimborso del danno, che non solo non copre le reali perdite economiche, ma mina alla base l'intero sistema socioeconomico dei nostri territori rurali, tanto ricchi di bellezze quanto fragili e bisognosi di una continua e forte presenza umana".

MAURIZIO MONTAGNANI SU PROTESTA REGIONALE CACCIATORI CONTRO LA LEGGE SULLA CACCIA - dichiarazione


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