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giovedì 29 settembre 2016

Attualità lunedì 04 gennaio 2016 ore 18:19

La sforbiciata delle partecipate

La Regione manterrà le quote solo in dieci società strategiche. Bugli: "E dovranno avere i conti in ordine". Dalle vendite si incasseranno 30 milioni

FIRENZE — Alla fine dei conti Regione Toscana rimarrà all'interno del capitale azionario solo di un pugno di realtà, strettamente legate al tessuto produttivo regionale, come quelle infrastrutturali, o direttamente società in house. 

Eccole: Fidi Toscana, ovvero la finanziaria di cui la Regione è socio di maggioranza con oltre il 46 il per cento delle azioni, l'Agenzia regionale Recupero Risorse e Sviluppo Toscana, e le società nel comparto delle infrastrutture e della logistica, ovvero Toscana Aeroporti, Ala Toscana, Seam spa, Interporto Vespucci, Interporto Toscana Centrale, Logistica Toscana e Italcertifier, acquisita con l'11 per cento nel 2015.

Per il resto si proseguirà nel percorso di smantellamento già intrapreso a partire dal 2010 quando Palazzo Strozzi si era liberato delle quote detenute nell'Autocamionabile della Cisa,  in Etruria Innovazione e del Consorzio Pisa Ricerche, nell'acqua Evam, in Firenze Parcheggi e Golf la Vecchia Pievaccia.

E nei prossimi mesi, avanti tutta con la vendita di società Logistica Scarl e l'uscita da sette società: Banca Etica, Arezzo Fiere e Congressi S.p.a, Firenze Fiera S.p.A. e Internazionale Marmi e Macchine S.p.A. di Massa e Carrara, Terme di Casciana S.p.A, Terme di Chianciano Immobiliare S.p.A., Terme di Montecatini Immobiliare S.p.A.

"Non solo dunque cederemo le partecipazioni non strategiche, così come abbiamo già fatto per altre società in passato – spiega l'assessore alla presidenza e al bilancio, Vittorio Bugli –. Ci impegniamo anche a non procedere ad alcun aumento di capitale e non fare acquisti di partecipazione in nuove società, e neppure a costituirne di nuove. Tutte dovranno inoltre avere bilanci in pareggio"

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