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lunedì 16 dicembre 2019

Attualità lunedì 18 novembre 2019 ore 17:55

Allagamenti, frane, trombe d'aria, Toscana ferita

I danni sono ingenti ma le opere realizzate negli ultimi anni per la messa in sicurezza hanno evitato un bilancio ancora più drammatico



FIRENZE — Dopo due giorni ad alta tensione per gli allagamenti, le trombe d'aria, le esondazioni e le evacuazioni provocati dal maltempo, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato lo stato di emergenza regionale per le province di Arezzo, Pisa, Grosseto, Siena, Lucca, Massa, Pistoia, Prato, Livorno e per la Città metropolitana di Firenze.

Nelle prossime ore la Regione chiederà al Governo un'analoga dichiarazione di emergenza nazionale per attivare finanziamenti e di velocizzare le procedure a favore sia dei soggetti pubblici che privati.

Intanto la protezione civile sta stilando il resoconto delle zone più colpite provincia per provincia. Tutti gli idrometri dei fiumi e dei canali toscani al momento sono tornati in condizioni normali, sotto il primo livello di guardia. Solo l'Arno a Pisa e l'Ombrone a Grosseto sono scesi soltanto sotto il secondo livello di guardia e sono quindi sotto osservazione da parte dei servizi regionali.

Per quanto riguarda la provincia di Grosseto, i danni maggiori si sono registrati nella zona di Polverosa, in seguito alla tromba d'aria che ha interessato la zona. Interessai una decina di edifici, a tutt'ora i vigili del fuoco stanno lavorando per una prima messa in sicurezza dell'area, a difesa dell'incolumità pubblica. in questa zona sono state evacuate in quella zona 44 famiglie che progressivamente stanno tornando alle loro abitazioni. La zona di Albinia interessata ai lavori effettuati dalla Regione Toscana non ha subito danni anche a fronte dell'esondazione del fiume verso l'argine remoto. Sulla zona a monte della città di Grosseto sono state segnalate somme urgenze sul reticolo idraulico secondario. Risultano tuttora interrotte le strade provinciali 75, 79,94, 101,102, 113, 114, 137. A Grosseto città risultano danni ad alcune scuole. Per quanto riguarda la piena transitata sull'Ombrone, al momento non si segnalano criticità rilevanti.

Per la città metropolitana fiorentina durante il massimo livello di piena di sono registrate inondazioni puntuali. La piena della Sieve ha interessato tutte le golene con alcune esondazioni alla confluenza dell'Arno in zona Selvapiana, a Vicchio e a Borgo San Lorenzo in località Sagginale. Per quanto riguarda l'Arno, allagamenti isolati sono stati registrati a Incisa nella zona del nuovo campo sportivo e alle Sieci con la relativa chiusura della strada statale 77 interessando per qualche centinaio di metri le abitazioni e il fronte strada. La strada è stata riaperta. 

La provincia di Pistoia è stata interessata dal maltempo di ieri soprattutto a causa di strade interrotte per frane e smottamenti, criticità sul reticolo minore, insufficienza del sistema di drenaggio urbano della città di Pistoia. I comuni interessati, oltre a quelli della Piana come Quarrata e Agliana, al momento sono quelli di Pescia e Serravalle. Per quanto riguarda l'Ombrone, non ha evidenziato rilevanti criticità, anche grazie alla cassa di espansione della Querciola.

Nel territorio senese le criticità più rilevanti si sono registrate nella zona dell'alta Valdelsa, dove la piena dell'Elsa ha interessato in particolar modo le aree tra Poggibonsi e San Gimignano: qui è stato necessario evacuare 13 persone. E' entrata in funzione la cassa di espansione in località Santa Giulia, a monte dell'abitato di Colle Valdelsa. Si sono registrate criticità dovute a smottamenti, insufficiente tenuta del reticolo minore, strade temporaneamente interrotte nei comuni di Montalcino, Monteroni d'Arbia, Sovicille, Siena, Pienza e Castiglione d'Orcia, Piancastagnaio.

Sono rientrate nelle proprie abitazioni gran parte delle 500 persone evacuate a Cecina. La piena del fiume Cecina non ha provocato danni alla città, mentre esondazioni si sono verificate nella parte alta del bacino senza provocare significativi danni a persone o cose. Non è entrata in funzione la cassa di espansione a soglia fissa di Steccaia, dimensionata per mitigare eventi più severi di quello registrato nella giornata di ieri. Nella città di Livorno non si sono registrati problemi anche grazie ai recenti lavori effettuati dopo l'alluvione del settembre 2017.

La piena del fiume Bisenzio, nella piana fiorentina, è stata completamente contenuta all'interno dell'alveo. Problemi si sono registrati in parte dei reticolo minore, che non riusciva a scaricare nel fiume principale a causa del contemporaneo transito della piena, come verificatosi ad esempio a San Mauro a Signa con il fosso Macinante. Problemi sul reticolo minore e alcune frane e smottamenti si sono registrati anche nei comuni di Poggio a Caiano e Prato. E' entrata in funzione la cassa di espansione sul fosso Vicarello, realizzata dal Consorzio di bonifica con i contributi regionali.

Ad Arezzo non si sono registrate criticità significative sui corsi d'acqua. Ci sono segnalazioni di famiglie evacuate a causa di abitazioni interessate da frane e smottamenti nei comuni di Loro Ciuffenna e Laterina-Pergine Valdarno.

Si conferma inoltre il corretto funzionamento degli invasi di La Penna e Levane che, in attuazione delle normative vigenti, hanno rilasciato soltanto l'acqua in ingresso ai due invasi con un comportamento che i tecnici definiscono "corretto".

Pur in presenza di precipitazioni meno intense, anche nelle province di Lucca e Massa-Carrara si sono registrate alcune criticità. In comune di Zeri (Ms) è stata interrotta la provinciale 37 a causa di una frana. In Lucchesia frane sono state registrate nei comuni di Fosciandora e Barga, oltre all'interruzione delle strade provinciali 20 e 31. 

"Con la firma dello stato di emergenza regionale consentiamo a tutti gli enti di effettuare le richieste agli uffici regionali per realizzare interventi di somma urgenza - spiega il presidente della Regione Rossi in una nota - Sono interventi fondamentali in questo momento per garantire l'incolumità delle persone e per fronteggiare situazioni che creano disagi insopportabili per la popolazione. Stiamo raccogliendo le informazioni sulla base di comunicazioni che stanno arrivando dagli enti locali e da tutti i soggetti coinvolti sul territorio. Domani contiamo di avere un quadro ancora più dettagliato della situazione".

"Ciò che emerge conferma in ogni caso che si tratta di danni legati a frane, smottamenti, allagamenti, trombe d'aria, problemi a immobili e a strade che sono diffusi su tutta la Toscana ma con un carattere puntuale e limitato nello spazio. Il tessuto idraulico della regione, grazie ai lavori effettuati e alle manutenzioni, ha fatto fronte alle piogge intense di questi giorni - continua Rossi - Questo dimostra che la strategia intrapresa dalla Regione di spendere 100 milioni all'anno in opere idrauliche e 80 milioni in lavori di manutenzione comincia a produrre effetti consistenti e su questa strada procedremo. In questa occasione voglio anche ringraziare il prefetto di Pisa e l'Esercito, insieme ai tecnici del Genio civile regionale che, in attuazione della convenzione sottoscritta nel dicembre 2016, hanno consentito di montare nei tempi previsti, precauzionalmente, i panconcelli, strutture di contenimento che, per fortuna non sono state raggiunte dalla piena dell'Arno".

"Continueremo a lavorare con i Comuni, le Province e tutto il sistema della Protezione civile regionale per fare il punto sui danni, in modo tale che in accordo con il dipartimento nazionale della Protezione civile, sia possibile arrivare alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per accelerare i lavori di ripristino e ottenere risorse per le spese pubbliche e il ristoro dei privati" conclude Rossi.



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