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mercoledì 23 ottobre 2019

Attualità venerdì 28 giugno 2019 ore 12:55

Neolaureati nei pronto soccorso, Anaao diffida

Il sindacato nazionale diffida aziende ospedaliere e regioni dall'utilizzare neolaureati senza specializzazione nei pronto soccorso e sulle ambulanze



FIRENZE — Neolaureati nei pronto soccorso e sulle ambulanze? I medici sono contrari a questa soluzione ideata per superare le carenze di organico, soprattutto nel periodo estivo. Il maggior sindacato nazionale della categoria medica ha presentato una diffida contro l'utilizzo di giovani medici senza specializzazione né concorso presso le strutture di emergenza e urgenza.

"La presenza di neolaureati senza pratica clinica sarebbe un fatto gravissimo - ha denunciato il segretario regionale del Veneto, Adriano Benetazzo - va impedita perché mette a rischio la vita dei pazienti e riduce la sicurezza delle cure". Il segretario regionale del Piemonte, Chiara Rivetti ha aggiunto "La situazione nei nostri pronto soccorso è molto critica, vengono presi professionisti forniti dalle cooperative e da società. Siamo stati chiamati da alcuni neolaureati reclutati per urgenze minori che si sono ritrovati a dover affrontare casi più gravi".

Come vanno le cose in Toscana? Il segretario regionale Anaao Flavio Civitelli spiega a Toscana Media"Mancano 150 medici nella emergenza urgenza, pronto soccorso e 118. Nella maggior parte dei reparti mancano anestesisti, pediatri, ginecologi, ortopedici, questo a causa dei pensionamenti dovutio anche all'applicazione della Quota 100".

La proposta di usare i giovani neolaureati non piace al sindacato, perché? "Si tratta non di semplici neolaureati, ma di giovani esclusi dalla specializzazione perché l'Italia non investe per specializzare, requisito indispensabile per poter essere assunti all'interno delle strutture ospedaliere. La Toscana ha pensato di proporre un corso biennale per portare questi giovani all'accesso nel 118 ed in quel caso non occorre specializzazione. Si tratta di un tentativo per rispondere alla carenza di medici e di formazione che dovrebbe fare capo al ministero e non alle singole regioni. Una strada alternativa che è parte dell'arrangiamento generale".

C'è una soluzione tecnica per superare l'ostacolo? "Noi chiediamo che questi giovani abbiano una prospettiva e per questo proponiamo di garantire loro l'accesso alla specializzazione dopo il servizio prestato nel 118 così da poter accedere ai posti di dirigente medico e non solo ad un posto in convenzione".

Attendete una risposta da parte del ministro Giulia Grillo? "In Italia abbiamo una carenza di migliaia di posti quest'anno il ministro ha ampliato i posti nelle specialistiche portandoli da 6 ad 8mila, ma sono 20mila i potenziali medici, pertanto abbiamo 12mila giovani esclusi nonostante gli ospedali presentino posti vacanti. C'è una dicotomia".

La soluzione? "Il problema si risolve con la disponibilità economica del Ministero delle Finanze. Il ministro Grillo ha difeso i finanziamenti che altrimenti sarebbero stati usati per ripianare la situazione economica dello Stato, ma per il resto della politica è distorta e disinteressata. I fondi per il reddito di cittadinanza potrebbero essere usati per finanziare borse di studio per specializzarsi nelle discipline che presentano maggiori carenze, ad esempio abbiamo bisogno di chirurghi e non di igienisti".



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