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martedì 23 aprile 2019

Attualità martedì 22 dicembre 2015 ore 10:43

Niente nuove tasse in Toscana

Il Consiglio regionale ha dato via libera, a maggioranza, alla legge di stabilità per l'anno 2016. Aumenta di poco il bollo auto



FIRENZE — L'atto, che contiene esclusivamente quelle norme tese a produrre effetti finanziari a decorrere dal primo gennaio 2016, è passato con il voto favorevole del Pd e quello contrario delle opposizioni. Approvate anche, sempre a maggioranza, le disposizioni collegate alla legge di stabilità per l'anno 2016.

La manovra finanziaria statale ha previsto un taglio di 444 milioni di euro. Nonostante questo, non aumentano le tasse e si mantengono inalterati gli investimenti in alcuni settori strategici come la cultura, la formazione, l’istruzione ed il sociale”.

Lo ha sottolineato il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd), illustrando in Aula il "pacchetto bilancio 2016" prima della votazione finale: il Documento di economia e finanza 2016, la legge di stabilità per lo stesso anno, le disposizioni finanziarie collegate ed il bilancio di previsione 2016, con proiezione pluriennale 2016/2018.

Un piccolo aumento, però ci sarà nelle tasse automobilistiche regionali. Per i disabili sarà applicata integralmente la normativa statale di riferimento sui requisiti per le esenzioni. Le associazioni di volontariato, inoltre, potranno beneficiare delle esenzioni solo per le ambulanze e per i veicoli destinati al trasporto di organi, di sangue, di persone in condizioni particolari.

Il presidente ha rilevato che è necessario tenere conto del riordino istituzionale, con l’assorbimento del personale delle province, per una spesa annua di oltre 40 milioni di euro, cui si aggiungono 8 milioni di euro per lo svolgimento delle funzioni prima delegate. Un onere cui si fa fronte con le entrate di 21 milioni di euro prima destinate alle province e mantenendo le risorse dei trasferimenti.

Il relatore si è quindi soffermato sulle caratteristiche del Documento di economia e finanza regionale 2016, che costituisce il primo documento di programmazione della legislatura, preliminare al Piano di sviluppo regionale 2016/2020. E’ articolato in 25 progetti regionali, con le priorità ed interventi per il 2016.
“Sono progetti tesi a raggiungere gli obbiettivi che derivano da "Europa 2020" per una crescita intelligente, sostenibile e solidale – ha precisato Bugliani – Cioè lavoro, investimenti in ricerca e in capitale umano, riducendo l’abbandono scolastico e la povertà”. Ad essi si aggiungono quelli relativi alla difesa e tutela del territorio, al riequilibrio territoriale e al riordino istituzionale.

Il presidente ha poi illustrato il collegato alla legge di stabilità, con il quale si correggono ed integrano le disposizioni di legge che hanno riflessi sul bilancio. In particolare ha ricordato il progetto “Centomila orti in Toscana”, che potrà contare su una somma di 950 mila euro a favore dei Comuni per la realizzazione di orti urbani, come centri di aggregazione. 

Per il sostegno alle famiglie con minori disabili gravi è inoltre previsto un contributo annuo di 700 euro, con una spesa complessiva di un milione e 500mila euro. 

Per il rilancio economico e culturale della città di Pisa sono stanziati 9 milioni di euro. Serviranno per il completamento della Cittadella galileiana (5 milioni) e all’Università per la realizzazione del polo museale storico d’ateneo ed interventi a La Sapienza (4 milioni). Per il porto di Piombino sono stati previsti 3 milioni di euro, destinati all’Autorità portuale per gli interventi previsti dal Piano regolatore portuale. 

“E’ stata accolta una proposta del gruppo Lega Nord per il sostegno all’assistenza legale degli azionisti danneggiati dalle recenti crisi bancarie – ha precisato Bugliani - Sono previsti 200 mila euro e non è stato variato alcun progetto iniziale”.

Il relatore ha quindi sintetizzato la legge di stabilità, che contiene esclusivamente quelle norme tese a produrre effetti finanziari a decorrere dal primo gennaio 2016.

“Si è molto discusso sull’aumento dell’addizionale regionale sui canoni di concessione del demanio marittimo – ha rilevato Bugliani – La norma che prevedeva tale aumento è stata abrogata”. 

Per effetto del riordino istituzionale viene rimosso il vincolo di destinazione a favore delle Province del 10 per cento del tributo riscosso dalla Regione per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi. Il riassetto previsto delle tasse automobilistiche regionali, stimando un rientro a tassazione ordinaria di 14mila veicoli, produrrà un maggior gettito di 2 milioni e 800mila di euro.

Con la legge di stabilità si introduce una riduzione dello 0,96 per cento dell’aliquota Irap per i soggetti di imposta nei territori montani. L’aliquota ordinaria sarà quindi ridotta di 0,96 punti percentuali se il valore della produzione netta è inferiore a 77 mila euro. Viene inoltre eliminata l’agevolazione per le imprese certificate Emas. Sono previste misure per le eccedenze alimentari e sulla violenza di genere.
Tra le varie altre disposizioni i contributi straordinari alla Fondazione Carnevale di Viareggio di 2 milioni e 650 mila euro, 660 mila euro al Festival Pucciniano e 143mila euro per l’integrazione tariffaria sul trasporto pubblico locale sulla direttrice Campiglia marittima-Piombino

Le previsioni di entrata da tributi e dal fondo nazionale trasporti (382 milioni) ammontano a 8 milioni e 181 mila euro. La previsione di competenza dei titoli di entrata e spesa ammonta a 15 milioni e 825 mila euro, con un disavanzo di 3 milioni e 340 mila euro.

“Vogliamo essere giudicati per quello che siamo stati capaci di esprimere nel merito, non sul ‘cartello elettorale’ - ha dichiarato Marco Stella (FI) aprendo le dichiarazioni di voto conclusive – Non lo abbiamo fatto per una poltrona. Abbiamo i nostri principi, la nostra storia e la nostra identità”.

“Non è questa la strada giusta” ha dichiarato Tommaso Fattori (SI), per il quale gran parte della manovra finanziaria reca “il segno meno”, cui si aggiungono il finanziamento alla scuola privata dell’infanzia, l’abrogazione degli incentivi alle imprese certificate Emas, il disinvestimento osulle energie rinnovabili, i tagli del personale. “La democrazia costituzionale non è una dittatura della maggioranza – ha rilevato – Ci sono forme deliberative a cui si giunge dopo un confronto”. Un confronto mancato, a suo giudizio, per i tempi troppo stretti imposti al Consiglii regionale.

“Parlano per noi gli atti presentati – ha rilevato Giacomo Giannarelli (M5S) – C’è una pressante richiesta di risposte, che avvertiamo moltissimo”.

Secondo Elisa Montemagni (LN) è mancato il dialogo, per capire se esiste un punto di incontro. “Abbiamo cercato di collaborare, non abbiamo fatto ostruzionismo, ma emendamenti di buonsenso – ha affermato – che non abbiamo capito perché ci sono stati bocciati”. A suo parere è necessario assolutamente mettere l’opposizione in condizione di lavorare.

Da questo dibattito escono sconfitti i toscani normali – ha rilevato Giovanni Donzelli (FdI) – escono vincitori i grandi direttori generali e sconfitti i precari della sanità. Escono sconfitti i Comuni e colro che non hanno una vita indipendente, medici e infermeri, i nuovi deboli: lavoratori autonomi, padri separati. “Vediamo una Toscana sempre più ostaggio di gruppi di potere – ha concluso – Dispiace. Aspettiamo proposte dal gruppo del Partito democratico, senza attendere la Giunta. In questi mesi non ne abbiamo viste”.

“Non ci interessaprodurre risme di carta. Abbiamo l’ambizione di essere una maggioranza che governa, insieme alla Giunta ed al presidente – ha replicato Leonardo Marras (Pd) – Vogliamo attuare il nostro Programma di governo”. Marras ha ricordato la grande preoccupazione per i tagli di 444 milioni, che ha spinto a non aumentare le tasse e ad investire sulla sicurezza idraulica, attraverso l’uso dei fondi comunitari. “Possiamo affrontare il 2016 con serenità – ha commentato – Vogliamo farlo nella società e, prima di tutto, in aula. La Toscana sta cambiando il proprio profilo di amministrazioone pubblica, con l’abolizione delle province, e si sta preparando a sfide strategiche”.

La replica della Giunta è stata affidata all’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, che ha parlato di una vera e propria “sfida”. “Noi, pubblica amministrazione dobbiamo fare quello che fanno le aziende ed i cittadini – ha sottolineato – dobbiamo metterci in discussione. Abbiamo costruito un bilancio che ci consente di avere i conti in ordine”. Bugli ha ricordato la rimodulazione di ogni capitolo, recuperando 25 milioni di fondi non spesi, altri 25 milioni da una migliore utilizzazione dei fondi comunitari, altri 25 milioni da un’ulteriore revisione delle spese di funzionamento, altri 25 milioni da altre voci”. L’assessore ha poi sottolineato la presenza in bilancio di oltre 400 milioni di fondi comunitari, senza aver perso un mese. “Dire che questo non è espansivo, che non produce crescita è falso – ha aggiunto – Non è accettabile rendere miseri gli sforzi che facciamo per il territorio, con un’integrazione fra le risorse, che ci consente di spendere meno risorse, ma meglio”.



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