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sabato 21 settembre 2019

Cronaca giovedì 02 marzo 2017 ore 17:06

Verdini condannato a nove anni per il crac Ccf

Denis Verdini

Sentenza di primo grado per il senatore di Ala, con interdizione dai pubblici uffici. Cinque anni e mezzo per Fusi e Bartomei, due e mezzo per Parisi



FIRENZE — Nel processo per la bancarotta del Credito cooperativo fiorentino erano imputate 34 persone.

Il senatore di Ala Denis Verdini non era presente al momento della lettura della sentenza che lo ha condannato a nove anni di carcere per il crac della banca da lui presieduta per vent'anni. A carico di Verdini anche l'accusa di truffa ai danni dello Stato per nove milioni di euro di contributi all'editoria riscossi illecitamente dalla società Sette Mari e dalla Ste, società editrice del Giornale della Toscana, nel 2008 e nel 2009. L'accusa aveva chiesto per il senatore una pena di 11 anni. Per i contributi riscossi dal 2005 al 2007 è invece scattata la prescrizione.

Il deputato di Ala Massimo Parisi è stato condannato a due anni e sei mesi di carcere. L'accusa ne aveva chiesti sei. Condanna a sei anni per l'ex direttore generale della banca Piero Italo Biagini. Pene variabili fra quattro anni e mezzo e cinque anni per i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale.

Verdini e Parisi insieme ad altri dieci imputati (ex vertici del Ccf) dovranno versare una provvisionale di due milioni e mezzo di euro alla Presidenza del Consiglio dei ministri come risarcimento danni e di 175mila euro alla Banca d'Italia. Il Tribunale ha stabilito anche la confisca di nove milioni di euro, cifra equivalente ai contributi versati alla Ste e alla Sette Mari.

Condannati a cinque anni e sei mesi gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei per alcuni finanziamenti ottenuti dal Ccf. Assolti altri imprenditori alla sbarra per gli stessi capi di imputazione perchè "il fatto non sussiste".

Per Verdini, Fusi e Bartolomei i giudici hanno decretato anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Verdini, Fusi, Bartolomei e altri dodici condannati non potranno neppure esercitare per dieci anni un'impresa commerciale o uffici direttivi presso qualsiasi impresa. Verdini, Massimo Parisi e altri nove condannati non potranno neppure contrattare con la pubblica amministrazione per un arco temporale pari alla durata della loro condanna.

Al yermine del processo i legali di Verdini, Parisi, Fusi e Bartolomei hanno annunciato ricorso in appello.

"Non è finita, rispettiamo la sentenza ma siamo pronti a combattere e appena conosceremo le motivazioni ricorreremo in appello - ha dichiarato l'avvocato di Verdini Ester Molinaro - Per ora abbiamo dimostrato che non esiste alcuna associazione fra Verdini e i suoi presunti sodali, in appello dimostreremo che non sussistono neppure le altre accuse".

"Questa sentenza è una grande ingiustizia - ha commentato il costrutture Riccardo Fusi - Noi siamo innocenti, abbiamo lavorato sempre per il bene dell'azienda senza portare via un soldo ma grazie a questa indagine mi sono state portate via anche le aziende. Oggi è stata distrutta una delle imprese di costruzioni più grandi della Toscana mentre chi paga le tangenti continua a lavorare".



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