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giovedì 27 giugno 2019

Attualità mercoledì 10 agosto 2016 ore 15:04

Le coste toscane nella morsa del cemento

La Toscana è terza in Italia per infrazioni a danno del litorale. Tra le minacce rilevate da Legambiente anche gli scarichi e la pesca di frodo



GROSSETO — Il quadro è preoccupante e il rapporto 'Mare monstrum' di Legambiente reso noto in occasione di Festambiente a Rispescia non lascia molto spazio all'immaginazione. 

I numeri. Gli illeciti a danno del mare che sono stati intercettati dalle forze dell'ordine e dalle capitanerie di porto nel 2015 sono 1.293 che in termini percentuali descrivono un incremento del 77 per cento rispetto al 2014. Sale, di pari passo, anche il numero delle persone denunciate e arrestate: sono 1.505 contro le 794 dell'anno precedente, pari a un aumento del 90 per cento. 

Il grande incriminato è il cemento che detiene un preoccupante passo in avanti nel numero delle infrazioni accertate. Nel 2015 sono state 333, segnando quota + 115 per cento rispetto all'anno prima quando le infrazioni erano state 152. Le persone denunciate e arrestate in questo caso sono state 412 e i sequestri accertati sono stati 106 a fronte delle 58 precedenti. 

Sul fronte della pesca di frodo, nel 2015, i comportamenti illeciti sono stati 196. L'incremento è stato del 76 per cento mentre 193 sono state le persone denunciate e arrestate. In questo caso il pesce sequestrato perché catturato senza licenza ammonta a un carico di 3.958. Si tratta di "prodotti - spiega Legambiente  - che vengono spacciati per freschi quando non lo sono, o che vengono conservati in condizioni igieniche pessime".

E poi c'è la navigazione fuorilegge, che viene praticata da chi non rispetta i divieti delle aree marine più delicate.



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