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Attualità martedì 03 marzo 2015 ore 12:27

Housing sociale, un fondo contro il caro-affitti

Servizio di Serena Margheri

Firmato un protocollo d'intesa grazie al quale la Regione entra nel Fondo Housing Toscano gestito e partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti



FIRENZE — L'intesa, secondo quanto spiegato, vuole essere una risposta sia al problema del caro affitti sia alla crisi del settore edile, perché a disposizione del fondo a cui la Regione ha aderito potrebbero essere messi i tanti immobili invenduti che si accumulano in città: immobili spesso da completare e che potrebbero dunque rivelarsi anche una possibilità di lavoro per tante piccole e medie imprese toscane.

Con la firma di stamani nell'ambito di una iniziativa cui hanno preso parte anche diversi sindaci, dunque, la Regione Toscana entra nel Fondo Housing Toscano gestito e partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti , la 'banca' degli enti locali oggi trasformata in società finanziaria, per l'80 per cento ancora in mano al Ministero dell'Economia e il resto a fondazioni bancarie e mercato.

Nella legge finanziaria per il 2014 era previsto uno stanziamento da 5 milioni e alla fine dell'anno scorso è stato individuato il fondo dove investirli, che è il Fondo housing toscano (Fht).

"Col Fondo toscano gestito da Cdp offriremo case di 60 e 70 mq a 450 euro al mese" ha spiegato l'assessore regionale Vittorio Bugli. "Housing sociale e alloggi popolari due cose diverse ma complementari - ha invece spiegato la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi - Si tratta di risposte diversificate per affrontare il tema del disagio abitativo che esiste anche in Toscana ed è molto forte".

L'intesa permetterà quindi a Regione, Cassa Depositi e Prestiti e Investire immobiliare Sgr di poter coordinare le diverse politiche dell'abitare e coinvolgere nella programmazione i territori con i Lode, ovvero le conferenze dove siedono i Comuni e che si occupano della gestione delle case popolari. 

L'housing sociale, infatti, è una formula che oltre a garantire la disponibilità di alloggio a prezzo contenuti permette di aggiungere anche la dimensione dell'welfare. Un esempio? Lo svolgimento di servizi, all'interno di un condominio, che possano essere utili anche alla "microcomunità" che vive in un palazzo, dalla baby sitter per i bambini alla badante per gli anziani. Nell'housing sociale può capitare che siano gli stessi affittuari e condomini ad aiutarsi l'un con l'altro offrendo quei servizi.

Il Fondo housing toscano è stato costituito nel 2012 ed è uno dei dieci fondi partecipati dal Fondo FIA in tutta Italia, nato per dare una risposta al disagio abitativo che sia sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale, energetico e finanziario. Altri tre fondi partecipati dal FIA sono in corso di progettazione. In Toscana sono già state raccolte sottoscrizioni per 41,1 milioni di euro: 31 dal Fia e dalla Regione Toscana, il resto da altri investitori. "L'obiettivo è arrivare ad un pacchetto da 150 milioni" ripete anche la vice presidente della Toscana Stefania Saccardi. Un patrimonio che conta 5 fabbricati a Firenze e 4 a Prato per 330 alloggi in locazione e quasi il 99 per cento al completo. Un fondo che già ha altri due progetti in sviluppo (a Paperino e in via di Gello sempre a Prato) per altri 157 alloggi che saranno finiti di ristrutturare rispettivamente nella prima parte di quest'anno – i 113 appartam enti di Paperino – e il resto entro il 2018. Un fondo che vuole espandersi a tutta la Toscana, prima a Pisa e Livorno e poi al resto della regione, che è uno degli impegni assunti con l'intesa siglata oggi.



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