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lunedì 20 novembre 2017

Attualità giovedì 23 luglio 2015 ore 18:55

"I soldi della Tav vadano ai treni pendolari"

Dopo i recenti incidenti, il consigliere regionale Donzelli e i parlamentari Artini e Segoni hanno rivolto la stessa richiesta a Governo e Regione

FIRENZE — Gli ex deputati toscani del Movimento 5 Stelle confluiti in Altenativa Libera, Massimo Artini e Samuele Segoni si sono rivolti direttamente all'esecutivo attraverso un'interrogazione parlamentare. 

"Si lasci stare la Tav -hanno detto i due parlamentari - ma si investa in sicurezza e in opere utili. I cittadini hanno bisogno di un servizio dignitoso, non solo perché pagano il biglietto ma soprattutto perché la loro vita non può essere affidata al destino".

Un'interrogazione arrivata all'indomani dell'incidente che ha visto un treno Jazz perdere la porta di un vagone  all'interno della galleria San Donato. 

Un episodio che ha scatenato le reazioni anche a livello locale, con il governatore Rossi su tutte le furie per il ripetersi di incidenti e i numerosi disservizi e ritardi che si sono registrati lungo la rete ferroviaria in Toscana a luglio.
Una reazione che non convince però il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che anzi è  andato all'attacco del governatore.

"Enrico Rossi sui treni regionali parla come se il suo partito, il Partito democratico, non fosse a capo del governo che prende le decisioni sul trasporto e nomina l'Ad di Trenitalia. Se davvero il governatore vuole risolvere i problemi dei pendolari abbia il coraggio di dirottare sul potenziamento del servizio regionale i milioni di euro necessari per realizzare l'inutile sottoattraversamento di Firenze".

Sottoatraversamento che Rossi ha sempre difeso, ritenendolo l'unica soluzione ai cronici ritardi che i treni accumulano in entrata e uscita da Santa Maria Novella anche per colpa dei convogli ad alta velocità. Un tema su cui i comitati No Tav hanno chiesto un confronto al più presto con Rossi per studiare insieme percorsi alternativi, come quello in superficie già preso in considerazione da alcuni studi condotti dall'Università di Firenze.

"L'alta velocità, da cui il capoluogo toscano non può rimanere fuori, si può fare con una soluzione di superficie - ha sottolineato Donzelli dal canto suo -, è molto meno costosa: le risorse si potrebbero così dirottare per rafforzare ed incrementare linee, convogli e servizi per i pendolari, oggi fortemente penalizzati. Enrico Rossi vuole davvero che in Toscana migliori il servizio di trasporto regionale? L'unica soluzione credibile è che la Regione scarichi il sottoattraversamento".

Nel frattempo Massimo Artini e Samuele Segoni hanno assicurato che manterranno alta l'attenzione a livello nazionale. "'Abbiamo fatto capire al Governo che il problema locale ha ripercussioni evidenti sul traffico nazionale - hanno detto i deputati di Alternativa Libera - i ritardi odierni dimostrano ancora una volta che il sistema ferroviario è al collasso e che i disservizi sono diventati ormai la regolarità. Tutto ciò rappresenta un forte disincentivo all'utilizzo del sistema ferroviario regionale che dovrebbe essere invece la priorità per la programmazione della mobilità; invece si continua a discutere di Tav quando abbiamo treni pendolari che perdono letteralmente pezzi e una linea ferroviaria al collasso. Gli investimenti si facciano prima nella manutenzione e in servizi decenti, poi si discuta il resto".

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