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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità mercoledì 09 settembre 2015 ore 16:01

La Regione 'arma' i cacciatori contro i cinghiali

Servizio di Tommaso Tafi

La legge obiettivo allo studio della giunta per risolvere l'emergenza ungulati prevederà regole meno restrittive per l'attività venatoria. Non solo



FIRENZE — Tra il 2009 e il 2012 le richieste di risarcimento danni arrivati agli uffici regionali da parte di agricoltori toscani che si sono trovati le culture devastate da daini, cinghiali e caprioli hanno superato quota 7 milioni di euro

 E non potrebbe essere altrimenti visto che in Toscana c'è una densità di ungulati quattro volte superiore rispetto alla media nazionale. E su scala europea solo in Austria ce ne sono di più.

Da qui la decisione della Regione di correre ai ripari progettando una legge obiettivo della durata di 3 anni per vedere di ridurre il numero di esemplari. Come? Allentando le maglie ai cacciatori che potranno sparare ai cinghiali anche in assenza di un danno immediato alle culture. In sostanza se un agricoltore avrà il sentore che i suoi campi sono minacciati, potrà incaricare un cacciatore di sorvegliare l'area. Che poi è quello che sta già accadendo in alcune zone della campagna toscana.  

La Regione rivedrà poi le aree vocate e quelle non vocate alla caccia, estendo le prime a discapito delle seconde. Giro di vite anche nei confronti delle aree protette, che in questi anni sono state "sfruttato" dai cinghiali per riprodursi indisturbati.  

Risultato: al momento ci sarebbero in Toscana, secondo i dati forniti dall'assessore Marco Remaschi in consiglio regionale, oltre 200mila caprioli, altrettanti cinghiali, 8mila daini e 4mila cervi.

La soluzione della Regione ha ricevuto il nulla osta dal consiglio regionale, che ha votato a favore della stesura di una legge obiettivo, con il solo voto contrario di Si - Toscana a sinistra e Movimento 5 Stelle. Questi ultimi hanno chiesto alla Regione di trovare soluzioni meno cruente  per risolvere il problema, puntando sulla cattura e la vendita degli animali là dove ce n'è bisogno, piuttosto che sulla loro sterilizzazione.

Chi ha appoggiato la strada intrapresa dalla Regione è stato invece il governo che con la sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo si è detto pronto per prima cosa a verificare che la nuova legge non entri in conflitto con le norme comunitarie, dopodiché a monitorare gli effetti di questi 3 anni di sperimentazione per estendere eventualmente la norma a tutto il Paese.



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