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mercoledì 23 ottobre 2019

Attualità mercoledì 25 marzo 2015 ore 11:36

L'ultimo no dei lavoratori delle cave

Servizio di Tommaso Tafi

Manifestazione del coordinamento delle imprese lapidee davanti al Consiglio regionale nel giorno dell'approvazione in aula del Piano del paesaggio



FIRENZE — "Senza cave la Versilia muore". Armati di striscioni in 150 tra cavatori e lavoratori del marmo hanno chiuso la strada davanti al Consiglio regionale della Toscana. La protesta è contro il voto del Piano Paesaggistico che secondo i manifestanti "sarebbe stato ulteriormente rimaneggiato dal Ministero, dopo infiniti aggiustamenti effettuati nel corso degli ultimi 14 mesi", spiega il Coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi che contesta il metodo scelto dalla Regione Toscana, metodo che ha portato al testo finale del Piano di indirizzo Territoriale. 

"Al momento i consiglieri regionali non dispongono della versione finale del testo sul quale dovranno prima discutere e poi deliberare, tutto questo è inammissibile a poche ore da un voto che segnerà in maniera indelebile il futuro di uno dei settori trainanti dell'economia della Regione Toscana, uno dei pochi che non arretra, anzi cresce in una congiuntura estremamente difficile."

I lavoratori chiedono ai Consiglieri di non votare un testo che non conoscono, testo che "è il frutto di compromessi al ribasso, concessioni dell'ultimo minuto del Governatore Rossi all'ideologia dell'Assessore Marson e del suo gruppo di intellettuali. Il testo che riconosciamo e chiediamo di votare è solo quello uscito dalla VI Commissione. I paesaggi di cava, i blocchi di marmo, i cavatori, sono tutti parte integrante della Toscana che abitiamo e che amiamo, e che non lasceremo morire per mera ideologia".

Paolo Carli


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