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giovedì 20 settembre 2018

Politica lunedì 28 maggio 2018 ore 16:00

Mattarella gioca la carta Cottarelli

Carlo Cottarelli

L'ex commissario per la spending review è stato incaricato di formare un governo neutrale. Se non avrà la fiducia del Parlamento, elezioni in autunno



ROMA — Dodici ore dopo che il docente dell'Università di Firenze Giuseppe Conte ha rimesso l'incarico di formare il governo M5S-Lega, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato lo stesso mandato all'economista Carlo Cottarelli, ex commissario straordinario per la spesa pubblica (nota anche come spending review), nominato nel 2013 dal governo Letta e poi allontanato nel Luglio 2014 da Matteo Renzi che lo nominò direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale.

Cottarelli ha accettato l'incarico di presidente del Consiglio con riserva, spiegando poi nella sala stampa del Quirinale che il suo esecutivo guiderà l'Italia solo fino alle prossime elezioni politiche. La data delle nuove consultazioni? Nel caso che il governo di Cottarelli ottenesse la fiducia del Parlamento, i primi mesi del 2019. Nel caso - assai più probabile - che non l'ottenesse, subito dopo il mese di agosto.

Cottarelli si è anche impegnato a non candidarsi alle prossime elezioni politiche e a chiedere di fare altrettanto ai suoi ministri. Ha anche assicurato che, al di là delle fibrillazioni di Borsa degli ultimi giorni, "l'economia italiana è in crescita e i conti sono sotto controllo". "Il presidente Mattarella mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezionie che comprenda la legge di bilancio 2019 - ha detto Cottarelli - Il mio governo assicurerà una gestione prudente e, per quanto riguarda l'Europa, dialogheremo in modo costruttivo con gli altri Paesi in difesa degli interessi dei nostri cittadini. L'Italia è uno dei paesi fondatori e quindi ha ruolo essenziale". Nessuna messa in discussione dell'euro, ovviamente.

Le dichiarazioni di Cottarelli hanno solo momentaneamente calmato le turbolenze dei mercati finanziari: stamattina lo spread, dopo un avvio in ribasso, ha sforato i 230 punti base, poi è sceso sotto i 220 e infine ha avuto un nuova impennata a 230. La Borsa di Milano ha chiuso con una perdita del 2,3 per cento.

Il clima politico è incandescente: le prime prese di posizione dei partiti sembrano infatti escludere la possibilità che l'esecutivo neutrale voluto da Mattarella possa ottenere la fiducia del Parlamento, sia alla Camera che al Senato: Lega e Cinque Stelle hanno immediatamente annunciato il loro No, così come Forza Italia e Fratelli d'Italia. L'unico partito a schierarsi subito per il sì è stato Il Pd mentre Leu ha preso tempo anche se qualche esponente, come Stefano Fassina, ha già dichiarato che voterà contro. 

Numeri alla mano, un'ampia maggioranza ha quindi già decretato il ritorno alle urne subito dopo l'estate. Il leader dei 5 Stelle Di Maio ha chiesto agli elettori di manifestare il loro dissenso dalla decisione di Mattarella il 2 giugno, Festa della Repubblica, attaccando una bandiera tricolore a finestre e balconi.

L'Italia è di nuovo in campagna elettorale.



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