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lunedì 09 dicembre 2019

Politica sabato 21 febbraio 2015 ore 14:47

Marson, il richiamo all'ordine di Rossi

Mentre infuria lo scontro sul piano del paesaggio fra il Pd e l'assessore, il governatore contesta modi e toni: "Scivoloni pericolosi"



FIRENZE — Ormai è guerra aperta fra l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson e il Partito democratico sul nuovo piano paesaggio della Toscana che, dopo un primo, tormentato via libera in consiglio regionale l'estate scorsa, sarà nuovamente discusso e forse approvato definitivamente il 10 marzo.

Il testo messo a punto dalla giunta dopo aver esaminato centinaia di osservazioni presentate da cittadini, associazioni e categorie economiche tornerà in aula con la certezza di essere sostanzialmente modificato da un maxi-emendamento messo a punto dallo stesso  Pd su cui potrebbero convergere esponenti di altre forze politiche, anche di opposizione, a loro volta impegnate, in questi giorni, a predisporre altri emendamenti al piano. 

Una vicenda che ha portato la vicenda alla ribalta dei media nazionali (fra i punti più contesi  ci sono le norme che riguardano le attività estrattive, compresa quella del marmo nel parco delle Apuane) e convinto l'assessore a pronunciare parole molto dure contro il Pd in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. 

Neanche 24 ore dopo è arrivata la replica del governatore Enrico Rossi e del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Ivan Ferrucci. 

"Anna Marson è un grande tecnico che ha dato un contributo fondamentale sulla svolta attuata in Toscana nelle politiche per il governo del territorio - scrive Enrico Rossi in una nota - Ma quando esprime giudizi politici compie scivoloni pericolosi. Respingo quindi con fermezza le sue dichiarazioni sul ruolo del Pd dipinto in un intervista al Corriere della Sera in modo grottesco, come un partito antiambientalista, asservito ad interessi particolari".

"Ricordo ad Anna Marson che è stato grazie al contributo del Pd che la Toscana ha potuto, prima regione in Italia, approvare una legge innovativa che blocca il consumo di suolo per nuove edificazioni - prosegue Rossi - Ora si tratta di chiudere la legislatura con il lavoro straordinario che è stato fatto sul piano del paesaggio e con la nuova legge sulle cave. Esasperare i toni e le polemiche è il miglior regalo che può essere fatto a coloro che vogliono far fallire questi obiettivi. Invito quindi a lavorare seriamente in commissione, confrontandosi con posizioni anche diverse ma legittime e ricercando soluzioni avanzate per conciliare ambiente e lavoro".

"In ogni caso sia chiaro che, per quello che mi riguarda, mi adopererò con impegno ed energia affinché questa legislatura si concluda con l'approvazione di questi importanti impegni - conclude Rossi - Sono convinto che questo è il bene della Toscana al di là di scaramucce politiche, calcoli elettorali, reazioni inconsulte che possono comprendersi se sono momentanee e, soprattutto, se si riprende subito il lavoro costruttivo per trovare le soluzioni più avanzate ai problemi".

Auspicio comprensibile da parte di Ross. Mai, salvo colpi di scena, i rapporti fra Anna Marson e il Partito democratico sembrano irrimediabilmente compromessi.

“Trovo offensive e irrispettose del ruolo istituzionale che ricopriamo le affermazioni dell’assessore Marson sul Corriere della Sera di oggi - ha dichiarato il capogruppo del Pd in consiglio regionale Ivan Ferrucci -  Il compito di noi consiglieri regionali, come ben dovrebbe sapere l’assessore Marson e come è ampiamente spiegato nella nostra Costituzione, non è di meri esecutori, ma di legislatori. E come tali ci comporteremo anche sul piano del paesaggio e sulla legge sull'estrazione, in quanto rappresentanti dei cittadini che ci hanno eletto e portatori di una visione collettiva della società". 

"Quando a fronte di un percorso istituzionale e di confronto ancora in atto si utilizzano aggettivi come quelli che leggo nelle dichiarazioni dell'assessore - conclude Ferrucci - si esprime una cultura che non ci appartiene, si dà un’interpretazione errata e strumentale del nostro ruolo. Credo piuttosto che sarebbe più utile e opportuno impiegare il tempo da qui al 10 marzo portando contributi fattivi al lavoro che stiamo facendo nelle commissioni”.



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