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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità domenica 30 novembre 2014 ore 13:55

Difesa civica e riforme istituzionali

Servizio di Elisabetta Matini

Il consiglio regionale ha ribadito la centralità del ruolo dei difensori civici durante la seduta solenne convocata per la Festa della Toscana



FIRENZE — Il tema scelto per l'edizione di quest'anno della Festa della Toscana è stato "Guardare oltre la difesa civica, valore europeo: a quarant'anni dall'istituzione del difensore civico regionale, uno sguardo alla tutela dei diritti dei cittadini in Europa".

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci ha ribadito la centralità del cittadino nell'azione istituzionale e non come "mero interlocutore del potere del momento". Monaci ha definito l'istituzione del difensore civico "una bella pagina della storia di questa regione" e la sua attività un richiamo ad un miglior rapporto fra cittadini e istituzioni, alla luce dell'esperienza europea.

“Politica e pubblica amministrazione possono essere fonte di inefficienza, parzialità ed errori - ha dichiarato invece il presidente della Regione Enrico Rossi - ed è certamente la cattiva politica ad essere fonte di cattiva amministrazione e di inefficienza, di danni per i cittadini”. Rossi ha contestato la Finanziaria del 2010 che ha abolito la figura del difensore civico comunale per ridurre la spesa pubblica. "La realtà sta all’opposto - ha detto Rossi -  la difesa civica è rivolta a semplificare i rapporti tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni, anche evitando, in molti casi, costosi contenziosi giurisdizionali. Ed è paradossale o forse non è una coincidenza che ciò avvenga parallelamente al crescente distacco che si sta registrando fra cittadini e istituzioni, anche in sede elettorale".

Il difensore civico regionale Lucia Franchini ha ricordato come la legislazione toscana sia l’unica in Italia che richiama l’indipendenza prevista dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa per i difensori civici. 

"Pero' c'è sicuramente bisogno di una legge quadro nazionale per rafforzare anche le esperienze più virtuose a livello locale - ha aggiunto Franchini - Il difensore civico è e può essere determinante motore di una nuova cultura di coesione sociale, di partecipazione, corresponsabilità e condivisione”.

L’esperienza della difesa civica in Toscana è stata definita la più avanzata in tutta Italia anche da Nikiforos Diamandouros che ha ricoperto la carica di mediatore per l’Unione europea dal 2003 al 2013. “L’Italia è in grande ritardo su questo punto - ha affermato Diamandouros - ma questo ritardo potrebbe essere traformato in un vantaggio se la vostra nazione saprà trovare lo slancio per compiere un balzo verso il futuro, facendo tesoro delle esperienze e dei problemi fin qui incontrati”.



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