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lunedì 16 dicembre 2019

Politica domenica 11 agosto 2019 ore 16:21

Si parla delle politiche, si pensa alle regionali

La discussione sulle elezioni politiche anticipate è condizionata in Toscana dalla scelta dei candidati governatori per le regionali 2020



FIRENZE — Mentre a livello nazionale il naufragio del governo gialloverde sta aprendo scenari inediti e la data di eventuali elezioni anticipate è al momento imprevedibile, in Toscana si lavora per un'altra scadenza elettorale assolutamente certa: le regionali 2020.

In casa Pd, Eugenio Giani è in campagna elettorale per diventare governatore da oltre un anno dopo aver ufficializzato la candidatura il 25 giugno 2018, in un albergo fiorentino, davanti ai suoi sostenitori. Da allora Giani continua a ribadire il concetto girando i Comuni della Toscana con addosso quella fascia di presidente del Consiglio che lui stesso ideò come primo atto della consigliatura e che nel 2016 Matteo Renzi, allora premier, gli fece togliere durante un evento ufficiale. Nelle ultime settimane Giani ha però incassato il sostegno proprio di Renzi, a cui - fascia o non fascia - è sempre stato legato. A ruota è seguito l'appoggio del renzianissimo capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci

Qualora nei prossimi giorni saltasse la proposta avanzata oggi da Renzi di varare un governo istituzionale al posto di quello gialloverde, farsi accordare dal segretario del Pd Zingaretti la scelta del candidato governatore per la Toscana e qualche seggio sicuro alle politiche per sé e per il Giglio magico è una delle due alternative che resterebbero all’ex premier. L’altra, quasi scontata secondo alcuni bene informati, è quella di fondare un partito in proprio che potrebbe puntare non solo ad ottenere tra il 5 e il 10 per cento a livello nazionale ma anche a guidare la Toscana del dopo Enrico Rossi. Giani quindi candidato comunque: o nel Pd o nel nuovo partito di Matteo Renzi. Peccato però che, in entrambi i casi, non manchino altri aspiranti presidenti.

Dopo che si è chiamata fuori la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè, sono tornati in ballo i nomi dell’assessora regionale Stefania Saccardi, dell’ex deputato Federico Gelli, del braccio destro di Renzi Luca Lotti, oggi deputato, e soprattutto quello di un altro assessore regionale, Vincenzo Ceccarelli, l'uomo che, si dice, “garantirebbe continuità politica e competenza tecnico-amministrativa” al nuovo esecutivo regionale. Non solo, con lui governatore, per la prima volta Arezzo, terra natale di Ceccarelli, conquisterebbe la guida della Regione.

E da Arezzo potrebbe uscire anche il candidato del centrodestra. Il sindaco Ghinelli si dice pronto a lasciare il municipio ma il recente sostegno al nuovo movimento lanciato da Giovanni Toti della sua assessora Lucia Tanti - unica rappresentante di Forza Italia in giunta - sembra aver diminuito le sue chance già pregiudicate dal fattore anagrafico. Il “partito dei sindaci” resterebbe però il bacino di pesca preferito per il centrodestra. Tramontate a quanto sembra le candidature della leghista Susanna Ceccardi, divenuta eurodeputata e prossimamente mamma, e del giornalista lucchese Paolo del Debbio (già in corsa nel 1995 con il Polo delle Libertà), e poco condivisa quella del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, stanno circolando vari nomi: Francesco Vivarelli Colonna, sindaco “sceriffo” di Grosseto, Alessandro Tomasi primo sindaco di destra eletto a Pistoia e Massimo Mallegni, oggi senatore di Forza Italia, ma per anni sindaco di Pietrasanta. Ma il borsino del candidato governatore del centrodestra per la Toscana darebbe maggior credito - ora come ora - a Luigi De Mossi, il leghista che ha conquistato la fascia tricolore della rossa Siena, la città del Monte di Paschi simbolo del potere della sinistra.

In casa Cinquestelle è invece tornato in campo Filippo Nogarin. L’ex primo cittadino di Livorno, fallito l'obiettivo di farsi eleggere nel Parlamento europeo e perduto il governo della città, ha dichiarato che in molti gli chiedono di presentarsi per guidare la Regione. Tra questi non c'è di certo Giacomo Giannarelli, capogruppo grillino in consiglio regionale fermamente intenzionato a correre di nuovo nel 2020, da protagonista. Anche nel movimento di Grillo quindi è tutto in discussione - ricandidatura dei consiglieri uscenti compresa - e si andrà alle primarie on line sulla piattaforma Rousseau dove, secondo fonti interne, auspicano che corra anche una donna di esperienza amministrativa oppure che scenda direttamente in campo il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, le cui origini politiche affondano proprio nelle terre di Toscana.



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Cosa vedeva Santori dal palco e le proposte delle sardine

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