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Cultura martedì 27 gennaio 2015 ore 15:45

Sopravvivere all'orrore tornando sui banchi

Servizio di Tommaso Tafi

Inaugurata a Palazzo Bastogi la mostra "Firenze 1944: riapre la scuola ebraica", promossa dal garante per i diritti dei minori, Grazia Sestini



FIRENZE — Ripartire dai banchi di scuola per lasciarsi alle spalle anni di persecuzioni e tragedie.

E con questo spirito che la comunità ebraica fiorentina, nell'ottobre del 1944, mentre ancora la guerra impazzava nel nord del paese, decise di riapre la scuola riservata ai bambini ebrei, per restituire loro una parvenza di normalità, nonostante per terra ci fossero ancora le macerie.

Tutto questo è raccontato nella mostra fotografica "Firenze 1944: riapre la scuola ebraica", allestita al primo piano di Palazzo Bastogi, con la collaborazione del Garante regionale per i diritti dei minori, Grazia Sestini.

L’educazione e la cultura sono il primo strumento per insegnare all’uomo cos’è l’uomo, cos’è la dignità, cos’è la diversità e cos’è la ricchezza dell’accoglienza - ha sottolineato Sestini - Levi sopravvive nel lager recitando l’Ulisse di Dante che aveva imparato a scuola. E nella città di Dante si torna a vivere pensando alla scuola”.

Tra i presenti all'inaugurazione, anche Loretta Bemporad, ex alunna della scuola ebraica fiorentina che si è rivista con commozione nelle fotografie esposte. "Sono passati tanti anni - ha detto Bemporad - ma quello che ricordo è che noi bambini siamo tornati a scuola con grande felicità. I nostri genitori avevano fatto di tutto per tenerci lontani dalle tragedie più gravi. Ma qualche mio ex compagno non tornò mai a scuola. Nella mia classe un banco restò vuoto".

Bemporad, che nel 1944 aveva 10 anni, riuscì a scampare alle persecuzioni rifugiandosi con la famiglia in una fattoria nel pistoiese per oltre un anno. "I contadini che ci ospitarono non sapevano nemmeno che eravamo ebrei - ha raccontato - Avevamo un nome falso".

Presenti a Palazzo Bastogi anche i consiglieri Daniela Lastri, che fa parte dell’Ufficio di presidenza, Paolo Bambagioni, Vanessa Boretti, Eugenio Giani e Aldo Morelli.

La mostra rimarrà allestita a Palazzo Bastogi fino al 2 febbraio.



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