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Attualità sabato 16 gennaio 2021 ore 17:25

Beffa sci, neve record e piste chiuse

neve all'abetone

Amarezza di operatori e istituzioni per il blocco imposto dalle normative anti Covid-19 al sistema del turismo bianco e agli impianti sciistici



ABETONE CUTIGLIANO — Beffa sci con neve record e piste chiuse. Ed esplode l'amarezza di operatori e istituzioni per il blocco imposto dalle normative anti Covid-19 al sistema del turismo bianco e agli impianti sciistici. Una nevicata simile, sulla Montagna Pistoiese non la vedevano da 40 anni: 3 metri in 3 giorni. Ma tutta quella neve fresca non sarà solcata dagli sci di nessuno perché gli impianti di sci restano ancora fermi in base al nuovo Dpcm. 

"Per le persone che lavorano qui e devono portare un reddito a casa è una tragedia che non si possa sciare", dice Alessandro Barachini, sindaco reggente di Abetone Cutigliano. "Il governo, a torto o a ragione, ha imposto di non aprire gli impianti e le date che ci vengono dette sono tutte campate in aria. Ci comunichino quando intendono riaprire sul serio".

"Abbiamo avuto la più grande nevicata da 40 anni - aggiunge il sindaco -, ora la situazione è tranquilla e oggi abbiamo tanti turisti venuti a fare ciaspolate e scialpinismo. Vogliamo chiedere di capire segli impianti di risalita sono chiusi per gli sciatori ma se possono essere aperti per chi sale in quota senza gli sci. Per noi sarebbe importante capire se è possibile prendere una seggiovia per raggiungere un rifugio". 

Per Rolando Galli, presidente della società Abetone funivie e Consorzio turistico Apm, "tutti speravamo di poter riaprire dal18 gennaio. Capiamo i problemi della pandemia e siamo responsabili, ma è una tragedia economica per tutta la montagna. La data del 15 febbraio segna una deadline, perché se ci sarà un ulteriore rinvio si potrà dire conclusa la stagione, in quanto sarà antieconomico aprire le stazioni solo per 15-20 giorni".

Sul fronte dei ristori, aggiunge, "al momento non ci sono notizie ma saranno fondamentali. Speriamo che il governo metta veramente sul piatto dei ristori reali o la montagna scomparirà dalla geografia turistica italiana".

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