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Attualità lunedì 15 febbraio 2021 ore 19:10

Requiem per la stagione dello sci

seggiovia vuota

A intonarlo, chiedendo ristori, sono i vertici degli operatori del settore e la politica che temono il rischio crollo per il sistema neve e l'indotto



ABETONE CUTIGLIANO — "La stagione sciistica è ormai definitivamente compromessa, così come tutte le attività della montagna": il requiem sul turismo bianco di quest'anno è intonato da Rolando Galli, presidente della Società Abetone Funivie (Saf), che commenta così l'ennesimo rinvio della riapertura degli impianti di risalita. Galli evidenzia con rammarico la giornata di oggi, "bellissima con la neve e il sole, ma purtroppo con gli impianti di risalita chiusi, perché la Toscana è in zona arancione e perché con la decisione del ministro alla salute Roberto Speranza, anche nelle altre regioni è stata ulteriormente posticipata la data di possibile riapertura al 5 marzo". 

"Le difficoltà sono enormi - riprende Galli - e sono assolutamente necessari e imprescindibili ristori certi, reali e importanti. Altrimenti rischiamo una catastrofe a livello sociale, sia per la montagna, sia per tutto l'indotto che in montagna arriva". 

Stesso rammarico da parte del presidente di Federfuni Italia Andrea Formento: "In tutta Italia - spiega - ci sono stazioni che fino a ieri sera si erano adoperate, così come avevamo fatto noi in Toscana fino a mercoledì scorso, per poter garantire l'apertura dei propri impianti di risalita. Ci sono addirittura stazioni, come Bolognola, che hanno messo in funzione i propri impianti di innevamento per poter garantire quella neve che il vento di scirocco gli aveva portato via. Non è più possibile andare avanti così. Da oggi molti impianti di risalita decideranno di rimanere chiusi per tutta la stagione". 

"Incontreremo il ministro al turismo Massimo Garavaglia - prosegue Formento - a cui chiederemo immediatamente, quello che non volevamo chiedere: immediati ristori. Ne abbiamo bisogno per ricostruire il nostro tessuto economico, ne hanno bisogno tutti gli operatori della montagna che sono legati al mondo del turismo bianco: i maestri di sci, gli albergatori, i ristoratori". 

Chiede ristori per il comparto anche il consigliere regionale di FdI Diego Petrucci: "La chiusura degli impianti è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi. Il tempo delle parole è finito. Governo in primis, ma anche la Regione, devono stanziare contributi immediati e corposi per la montagna".

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