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Attualità venerdì 06 novembre 2020 ore 09:33

Il polittico del Lorenzetti torna a casa

Ci sono voluti sei anni per il restauro. La "Madonna con Bambino, Santi, Annunciazione e Assunzione" sarà ricollocata nella Pieve di Santa Maria



AREZZO — Tutto pronto per il grande ritorno a casa di una delle più celebri opere pittoriche del Trecento.

Finito il restauro del polittico di Pietro Lorenzetti con la “Madonna con Bambino, Santi, Annunciazione e Assunzione”. Ci sono voluti ben 6 anni di lavori per riportare agli "antichi splendori" il capolavoro.

L'opera è pronta per essere ricollocata nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo ma, l'emergenza sanitaria ha rallentato il tutto facendo rinviare, a data da destinarsi, gli eventi per celebrare il ritorno del capolavoro nella sua sede originaria.

L’opera, una tempera su tavola fondo oro che è pietra miliare nel percorso artistico e biografico del Lorenzetti, venne realizzata tra il 1320-24.

Lo documenta il contratto stipulato il 17 aprile 1320, con il quale il vescovo Guido Tarlati impegna il maestro senese, richiedendogli espressamente di dipingere figure bellissime con colori pregiati, in campi dorati con oro da cento fogli a fiorino. 

Il polittico è arrivato ad oggi privo di significative parti strutturali, come le due colonne poste alle estremità con sei figure dipinte per ciascuna, che dovevano renderlo autoportante sostenendolo fino a terra; manca anche la predella, che Giorgio Vasari ebbe a descrivere “con molte figure piccole, tutte veramente belle e condotte con buonissima maniera” e mancano i pilastrini tra gli scomparti terminanti in pinnacoli.

Il restauro è stato autofinanziato fin dall’inizio (2014) a cura di "Ricerca" e, dal 2017, con il sostegno di "Art Angels Arezzo Onlus" (www.artangelsarezzo.org), associazione che si prefigge di sostenere la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio aretino, che ha adottato il Lorenzetti come suo primo progetto.

Oltre che da privati cittadini italiani e stranieri i fondi già reperiti, pari a 302mila euro sono stati donati da: Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (principale donatore con 110mila euro), aziende del territorio aretino: Power One Italy spa, Chimet spa, Tca spa, Centro Chirurgico Toscano.

Restano ancora da finanziare somme per un totale di 77.980 euro per interventi indispensabili per la corretta ricollocazione dell’opera in chiesa, come la disinfestazione del coro ligneo retrostante della tribuna (Marco Santi, Anghiari), la realizzazione di una nuova illuminazione (I Guzzini, Firenze), la costruzione di un nuovo supporto in acciaio (Metalmeccanica di Valerio e Mauro Vedovini, Arezzo) a sostegno dell’opera sull’altare; realizzazione delle parti ricostruite in legno, alcune delle quali dorate, trasporto e rimontaggio dell’opera in situ (Thierry Radelet, Torino; Ricerca, Arezzo).


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