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Politica lunedì 20 luglio 2015 ore 22:46

Biagiotti e la sfiducia appesa a un filo

Niente accordo fra il sindaco e i dissidenti Pd dopo il vertice a porte a chiuse coordinato dal commissario del partito sestese Becattini



SESTO FIORENTINO — La mozione di sfiducia contro il sindaco Sara Biagiotti è stata presentata da 13 consiglieri, di cui 8 del Partito Democratico. La mozione sarà discussa nella seduta di domani, martedì 21 luglio, e i numeri per essere approvata, se la crisi interna al partito di Renzi non sarà risolta, ci sono.  Condannando il Comune a un anno di commissariamento prima delle nuove elezioni amministrative del 2016.

Nel vertice presieduto dal commissario Becattini il sindaco ha proposto ai dissidenti un ampio rimpasto di giunta, da cui si era già dimesso poche ore prima l'assessore al bilancio Luca Eller Vainicher.

"Ci hanno fatto una proposta, al momento attuale non la riteniamo sufficiente - ha spiegato per conto dei consiglieri ribelli il consigliere comunale Andrea Guarducci al termine dell'incontro - Non si tratta di giochini della vecchia politica, si tratta di capire in che modo il nostro sindaco pensa di uscire da questa cosa. Noi abbiamo sollevato un problema, stasera cercheremo di capire cosa pensano i nostri concittadini". 

Il riferimento è all'assemblea pubblica convocata per le 21.30 in piazza IV novembre.

Per ora comunque i dissidenti hanno escludo comunque il ritiro o lo slittamento ad altra data della discussione della mozione.

"Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: non
e' una questione di poltrone - ha affermato Giulio Mariani, ex capogruppo Pd
in Consiglio comunale a Sesto Fiorentino, primo firmatario della
mozione - Non si ricuce con le poltrone.  Luca Eller Vainicher si è dimesso? Ancora non ho capito per quale  motivo. Mi pare che da parte del sindaco ci sia molta  confusione. Questa sera, all'assemblea del Pd sestese, andremo a ribadire le nostre convinzioni".

Anche il commissario Becattini ha confermato che la situazione resta critica e che la proposta del sindaco di azzerare la giunta non ha prodotto i risultati sperati.

"Non abbiamo concluso stasera con un impegno a venirne fuori. Teniamo aperto un filo per domani - ha commentato Lorenzo Becattini - Se ci si apre a discutere poi si discute. Ma se non c'è apertura, come si fa? La negoziazione non puo' essere fatta solo di no". 

"C'è una ristrutturazione possibile del governo
cittadino - prosegue Becattini - una sistemazione unitaria del partito, un impegno su delle modalita' per la ricostruzione di una nuova fiducia reciproca che va restaurata anche con un impegno da parte mia. Il sindaco Biagiotti ha fatto un passo importante rispetto anche al punto di partenza che avevo registrato una settimana fa. Non e' che possiamo inventarci altre cose".

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