Contenuto Sponsorizzato Mercoledì 05 Agosto 2026 ore 06:00
Casa intelligente nel 2026: come la domotica sta cambiando gli impianti degli edifici residenziali

La casa intelligente, nata come nicchia per appassionati, si sta configurando come lo standard di fatto per chi costruisce o ristruttura, e il modo in cui si sceglie e si reperisce la componentistica è parte integrante di questa evoluzione
- — L'impianto elettrico di un'abitazione è rimasto per decenni un'infrastruttura silenziosa, pensata per portare corrente alle prese e alimentare i punti luce. Oggi quello stesso impianto è diventato il sistema nervoso della casa, il livello su cui si innestano sicurezza, gestione dell'energia e comfort quotidiano. Il cambiamento non è più una previsione: i numeri lo confermano. Secondo la ricerca dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano della smart home ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di euro nel 2025, con una crescita dell'11% rispetto all'anno precedente, un ritmo allineato ai principali mercati europei.
Dietro quella cifra ci sono scelte progettuali che cambiano il modo di concepire un impianto residenziale. Chi costruisce oggi, o chi ristruttura, si trova davanti a un bivio che dieci anni fa non esisteva, e capirne i termini aiuta a evitare interventi costosi da correggere in un secondo momento.
Dall'impianto tradizionale al sistema connesso
La differenza tra un impianto elettrico convenzionale e uno predisposto per la domotica non sta nella quantità di corrente che trasporta, ma nella logica con cui i dispositivi comunicano tra loro. In un impianto tradizionale ogni comando è cablato direttamente al carico che governa: l'interruttore accende la lampada a cui è collegato, punto. In un impianto domotico i comandi diventano invece attuatori che dialogano con una centralina o, nelle soluzioni più recenti, direttamente in radiofrequenza, cosicché lo stesso pulsante può regolare la luce, abbassare una tapparella o attivare uno scenario che coinvolge più ambienti contemporaneamente.
Questa architettura richiede componentistica dedicata. Servono prese connesse, dispositivi di comando programmabili, sensori di presenza e di luminosità, e quadri predisposti a ospitare i moduli di automazione accanto ai magnetotermici tradizionali. La spinta più forte, negli ultimi anni, è arrivata dallo standard Matter, il protocollo che permette a dispositivi di marchi diversi di comunicare senza bisogno di hub proprietari o bridge di traduzione. Fino al 2025 l'interoperabilità tra ecosistemi chiusi rappresentava l'ostacolo principale per chi voleva costruire una casa smart, perché legava l'utente a un unico fornitore. Con la sua progressiva adozione, quel vincolo si sta allentando, e la scelta dei singoli componenti diventa più libera.
La sicurezza traina il mercato
Se si guarda a cosa spinge davvero gli italiani verso la casa connessa, il dato dell'Osservatorio è netto. Le soluzioni per la sicurezza rappresentano il primo segmento del mercato, con un valore di 305 milioni di euro, pari al 30% del totale, in crescita del 22% sull'anno precedente. Videocamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni e serrature connesse costituiscono la porta d'ingresso più frequente al mondo domotico, e la ragione è intuitiva: il beneficio percepito è immediato e tangibile.
Il meccanismo che rende questi dispositivi diversi dai sistemi di allarme tradizionali è la gestione da remoto. Un sensore di apertura non si limita a far scattare una sirena, ma invia una notifica allo smartphone del proprietario, che può verificare in tempo reale cosa sta accadendo attraverso una videocamera e decidere come reagire. La sicurezza smette così di essere un dispositivo passivo e diventa un servizio continuo, disponibile anche quando in casa non c'è nessuno. Vale la pena ricordare un limite ancora presente, però: secondo le rilevazioni, solo una minoranza degli utenti sfrutta un'unica applicazione per gestire due o più dispositivi connessi, segno che l'integrazione tra apparecchi resta il vero terreno di lavoro dei prossimi anni.
Efficienza energetica e comfort, gli altri due pilastri
Accanto alla sicurezza si muove il tema del risparmio, che rappresenta una delle motivazioni più forti verso l'automazione domestica. Il principio è la gestione intelligente dei carichi: un termostato connesso apprende le abitudini degli abitanti e regola il riscaldamento in base alla presenza reale nelle stanze, evitando di scaldare ambienti vuoti. Le rilevazioni dell'Osservatorio indicano che circa sette utenti su dieci interagiscono ormai con gli elettrodomestici smart tramite app, un dato che testimonia quanto la gestione da remoto sia entrata nella quotidianità.
Il comfort, il terzo pilastro, è spesso quello che convince gli utenti a fare il passo dopo aver installato i primi dispositivi. Rientrano in questa categoria gli scenari programmabili, l'integrazione con gli assistenti vocali e l'automazione di tende, illuminazione e diffusione sonora.
Un mercato che spinge verso l'online
La trasformazione degli impianti si accompagna a un cambiamento nei canali di acquisto. Sempre secondo l'Osservatorio, gli eRetailer hanno raggiunto quota 465 milioni di euro con un tasso di crescita del 25% nei prodotti per la smart home, un ritmo cinque volte superiore alla media dei prodotti venduti online.
Si tratta di rivenditori che permettono di disporre di un’ampia varietà di proposte dei migliori marchi, come nel caso dei materiali elettrici sul sito di Elettroclick.com, a prezzi competitivi, un aspetto che alimenta la soddisfazione del cliente e ne favorisce la fidelizzazione.
La filiera tradizionale, al contrario, ha risentito della rimodulazione degli incentivi seguiti al Superbonus, chiudendo sostanzialmente sugli stessi numeri dell'anno precedente.
Il dato racconta una tendenza precisa: professionisti e privati acquistano componentistica elettrica online con crescente naturalezza, attratti dalla disponibilità immediata a magazzino e dalla possibilità di confrontare gamme e prezzi.
La casa intelligente, nata come nicchia per appassionati, si sta configurando come lo standard di fatto per chi costruisce o ristruttura, e il modo in cui si sceglie e si reperisce la componentistica è parte integrante di questa evoluzione.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI












